
Il polo della ricerca ticinese e svizzera è attivo e variegato e intrattiene contatti stretti con le imprese. Si è insistito molto su questo aspetto durante la presentazione, avvenuta ieri, del rapporto Technology Outlook 2021. Il testo, redatto dall’Accademia svizzera delle scienze tecniche e che appare a cadenza biennale, cerca di prevedere le tendenze future nello sviluppo delle scienze tecniche, dell’ingegneria e delle loro applicazioni all’economia.
Un polo connesso al tessuto economico locale
In questo ambito, Usi e Supsi rivestono un ruolo di primo piano. “Lavoriamo sui sistemi di produzione, quindi su robot e macchine additive, ma anche sull’elettronica, ovvero sulla micro- e bioelettronica, sulla sensorica, l’informatica e l’intelligenza artificiale”, spiega a Ticinonews Emanuele Carpanzano, direttore del Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. Il collegamento con la realtà dell’economia, ma anche della quotidianità e della salute (fra le novità tecnologiche presentate c’è pure una moderna protesi di sostegno per la colonna vertebrale), è fondamentale: “Bisogna cercare di portare la tecnologia nelle aziende, perché in questo ambito la ricerca fine a sé stessa non ha senso”, commenta Monica Duca Widmer, presidente dell’Usi e rappresentante dell’Accademia svizzera delle scienze tecniche. Le aziende che collaborano con i due istituti ticinesi si occupano di settori diversi e hanno pure dimensioni differenti.
Un’evoluzione inarrestabile
Ma fra algoritmi dei social network e processi produttivi una volta svolti dall’uomo e ora da macchine, la tecnologia a volte suscita anche un certo timore. Questi cambiamenti possono portare alla scomparsa di alcune professioni? “Sì, ma nuove funzioni andranno a crearsi”, afferma Duca Widmer. “Non possiamo semplicemente fermarci e dire che non vogliamo lo sviluppo tecnologico, perché andrà comunque avanti. Dobbiamo restare aggiornati e puntare sulla formazione”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

