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Ticino
"Una tassa inefficace che colpisce i ticinesi"
"Una tassa inefficace che colpisce i ticinesi"
"Una tassa inefficace che colpisce i ticinesi"
Redazione
10 anni fa
Il Comitato contrario alla tassa di collegamento ha esposto le ragioni per votare no: "Governo e Gran Consiglio vogliono solo fare cassa"

Il Comitato contro la tassa di collegamento ha esposto stamani i suoi argomenti per votare no il prossimo 5 giugno sulla modifica della legge sui trasporti pubblici. Per i contrari - tra cui si annoverano diversi esponenti UDC, PLR PPD, PS, MontagnaViva e Area Liberale - si tratta di una nuova imposta che ha come obiettivo di "rimpolpare le precarie finanze cantonali, ma colpisce direttamente i lavoratori, consumatori e i residenti ticinesi".

Non colpisce 200 imprese, ma tutti i cittadini

Secondo i contrari, l'imposta non sarà pagata da 200 imprese, ma colpità direttamente il cittadino-automobilista ticinese. "Gli utenti dei circa 14mila posteggi per clienti e visitatori sono esclusivamente indigeni, come pure una buona parte degli automobilisti che occupano i 15mila stalli per i dipendenti di aziende. Solo una minima parte dei 62’000 frontalieri contribuirà dunque ai 18 milioni di franchi che il cantone si aspetta da questa nuova tassa".

Con la tassa di collegamento, ha ribadito il presidente UDC Piero Marchesi, i lavoratori d'oltreconfine "continueranno a giungere in Svizzera uno per macchina e il traffico non diminuirà; intanto il ticinese si sobbarcherà i 2/3 della tassa".

Non l'ambiente: l'obiettivo sono le finanze cantonali

Secondo il Comitato contrario la nuova tassa non raggiunge gli obiettivi per la quale viene promossa, ma anzi, rischia di ritardare soluzioni reali per il tema prioritario del traffico in Ticino.

"La nuova imposta non ridurrà né il numero di utenti della strada, né gli ingorghi, né l’inquinamento" spiega il Comitato contrario. "Che questi ultimi non siano i veri obiettivi della tassa lo ammette il cantone stesso che a preventivo ha iscritto 18 milioni di franchi. Se il traffico si riducesse – purtroppo un’illusione sotto tutti gli aspetti – anche i proventi di questa nuova imposta diminuirebbero e con essi le risorse e il finanziamento per il trasporto pubblico. Tuttavia la realtà è un'altra. Infatti, almeno per ora, il ticinese dipende per molte sue attività dalla macchina. Dal momento che questa tassa esenta circa il 90% dei frontalieri, la riduzione del traffico è semplicemente impossibile".

Il presidente di Area Liberale Sergio Morisoli ha sottolineato che il problema è alla base: "Il cittadino è chiamato a pronunciarsi su una nuova imposta poiché il Governo e il Parlamento hanno già speso tutte le risorse disponibili. Vogliono fare cassa, punto".

Non equa: La tassa colpisce famiglie, lavoratori e residenti nelle regioni periferiche

Secondo i contrari la tassa colpirà tutti in modo arbitrario e discriminatorio. "Vi saranno cittadini che non potranno evitare di pagare fino a 1000 franchi all’anno, perché hanno la “sfortuna” di lavorare in un’impresa con più di 50 posteggi, o poiché l’impresa semplicemente non è raccordata ai trasporti pubblici".

Secondo Gabriele Gendotti, già Consigliere di Stato PLR, la tassa penalizzerà le fasce di reddito più basse in modo del tutto sproporzionato per rapporto al loro reddito. Inoltre la tassa si aggiunge al costo del posteggio. reddito. "Qualcuno che già paga il posteggio dovrà pagare in più anche la tassa”

Germano Mattei, coordinatore di MontagnaViva, ha enfatizzato il fatto che a perderci saranno le zone periferiche, dove la rete di trasporti pubblici è meno capillare rispetto agli altri cantoni. "Dall’anno prossimo non si potranno più dedurre le spese di viaggio effettivo dalle imposte federali, il cantone nell’ambito della manovra ha ridotto la deduzione al chilometro e ora propone una tassa che colpisce in pieno gli abitanti delle regioni periferiche delle valli, la cui mobilità dipende praticamente al 100% dall’autovettura”.

Per tutte queste ragioni il Comitato contrario invita a votare no alla tassa di collegamento.

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