
"I socialisti si ispirano al Ticino". Così Le Matin Dimanche presenta il piano di proposte che i dirigenti del PS nazionale hanno deciso di portare avanti per lottare contro il dumping salariale, l'aumento dei lavoratori frontalieri e gli effetti del franco forte.
Queste proposte sono racchiuse in un documento che si chiama "piano d'azione Ticino", nato sotto la spinta della consigliera nazionale ticinese Marina Carobbio.
"Dobbiamo agire per fermare il dumping salariale e l'erosione del potere d'acquisto" spiega al domenicale romando la ticinese, sottolineando che quanto sta accadendo nel nostro Cantone deve fungere da campanello d'allarme per il resto del Paese.
Questo "piano d'azione Ticino" sarà sostenuto a livello nazionale dal PS. I suoi deputati intendono inoltre presentare diverse mozioni con lo scopo di concretizzarlo.
Il primo capitolo riguarda il franco forte. I socialisti chiedono che venga vietato il versamento di salari in euro in Svizzera, che venga migliorata la protezione dei lavoratori di più di 50 anni e che vengano introdotte delle multe a carico delle aziende che lasciano a casa dei dipendenti residenti per sostituirli con lavoratori frontalieri. Multe da 30'000 a 50'000 franchi. "Ma per le grandi società, questo importo non sarebbe sufficiente" commenta Marina Carobbio, annunciando di voler intervenire in Parlamento per far sì che le multe siano fissate in funzione dei guadagni dell'azienda.
Il secondo capitolo del piano socialista è dedicato ai frontalieri. Il PS chiede l'introduzione immediata di un salario minimo di 4'000 franchi e l'aumento del numero di ispettori del lavoro. Inoltre propone di far pagare alle aziende una tassa - si parla di 5'000 franchi - per ogni lavoratore assunto all'estero. Questi soldi verrebbero poi utilizzati per un fondo di formazione che finanzierebbe, ad esempio, delle misure di reinserimento professionale.
"L'insieme di queste misure sarà sostenuto da tutte le istanze del partito" sottolinea il capogruppo PS in Consiglio nazionale, Andy Tschümperlin, distanziandosi però già sin d'ora dall'UDC e dalle sue proposte. "Abbiamo iniziato ben prima del partito di Blocher a impegnarci per dei salari equi e per assicurare delle buone condizioni di lavoro."
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