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Ticino
Una tassa d’entrata per le vetture dei frontalieri
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
È quello che chiede il consigliere nazionale Lorenzo Quadri in una mozione inoltrata al Consiglio federale. La tassa proteggerebbe l’ambiente, il mercato del lavoro e i costi generati dal frontalierato.

Il traffico creato dalle auto dei frontalieri è in crescente aumento sia in Ticino che in altri Cantoni di frontiera ed è la causa del “quotidiano congestionamento della rete viaria” ticinese. Una situazione che secondo Lorenzo Quadri sta solo peggiorando, dato che se il numero di lavoratori frontalieri è in costante aumento, così è quello del numero di vetture che si incolonnano sulle strade del cantone. Per questa ragione il consigliere nazionale propone di introdurre “una tassa d’entrata sui veicoli a motore dei frontalieri” in una mozione inviata al Consiglio federale. Stando al leghista, la tassa dovrebbe “disincentivare l’arrivo dei frontalieri uno per macchina” aumentando contemporaneamente le entrate fiscali cantonali, ed eventualmente federali. Inoltre si presta a coprire parzialmente "i costi generati dal traffico pendolare transfrontaliero".

È competenza del Consiglio federale

Lo stesso Quadri aveva presentato una simile mozione nel 2016, che però, come ricorda il deputato, era stata respinta in quanto incompatibile con l’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone. In questo senso, è vero che stando all’art. 105 cpv. 1 della Legge federale sulla circolazione stradale è vietato ai Cantoni “di istituire delle tasse di transito”, si legge nella mozione. Tuttavia il cpv. 5 riserva alla Confederazione e nello specifico al Consiglio federale “la competenza di introdurre delle tasse d’entrata sui veicoli a motore esteri”. Per questo il leghista sollecita il Governo ad introdurre questa tassa.

"Una risposta concreta alla sentenza della CEDU"

Infine, oggi i problemi ambientali causati dal traffico stradale sono più sentiti rispetto al 2016. Secondo Quadri dunque la diminuzione delle auto dei frontalieri (conseguenza dell’introduzione della tassa d’entrata) “costituirebbe una risposta concreta alla recente sentenza della CEDU che condanna la Svizzera per violazione di presunti diritti umani in ambito climatico”.