
Più che una task force è un gruppo di lavoro. Il punto di partenza per una riflessione multidisciplinare sulla crisi che avanza. Ma chiamiamola pure all’americana. Chiamiamola task force. Il Dipartimento finanze ed economia intende presentare a breve termine, diciamo entro i primi mesi del prossimo anno, misure, idee e proposte per affrontare l’ondata di recessione che potrebbe colpire il Ticino. Se sarà una mareggiata o uno tzunami è difficile dirlo attualmente. Il coordinamento del gruppo è stato affidato a Corrado Barenco, collaboratore personale di Laura Sadis. Oltre a lui e alla ministra, verranno coinvolti nel progetto anche Venanzio Menghetti, che pure fa parte della direzione del Dipartimento, e i responsabili dei settori maggiormente interessati: fisco, promovimento economico, sezione del lavoro. E il coordinatore di quest’ultima, Sergio Montorfani, si dice preoccupato: la tendenza positiva registrata durante quest’anno sul fronte della disoccupazione si è arrestata. Un preludio al peggio, secondo Montorfani. Mentre a livello nazionale il Segretariato di Stato dell’economia prevede un esplosione del numero di senza lavoro: le stime parlano di 30-40mila disoccupati in più entro la fine del 2009. Nelle prossime settimane verranno organizzati incontri con le parti sociali, padronato e sindacati. Obiettivo: individuare misure anticicliche che il Cantone potrebbe varare a sostegno dell’economia e dell’occupazione. Il gruppo lavorerà a stretto contatto con il Dipartimento della scuola, in particolare con la Divisione della formazione professionale: a rischio ci sono i posti di lavoro degli apprendisti assunti dalle aziende che lavorano per l’esportazione, le prime ad essere state colpite dalla crisi. "La task force - ci ha spiegato il collaboratore del DFE Corrado Barenco - è stata creata perché la crisi è a livello mondiale ma potrebbe avere delle dure ripercussioni anche sulla realtà ticinese. Ci è dunque sembrato logico riunire tutte le persone competenti del Dipartimento per poter esaminare quali sono le misure che il Cantone può realisticamente prendere per far fronte a questa crisi".Secondo il PLR, il primo dei partiti di Governo che ha preso posizione su questa decisione del Cantone, questa è "una buona notizia". Per i liberali "se è vero che non sia opportuno fasciarsi la testa prima di averla rotta, dato che siamo soltanto alle prima avvisaglie della recessione, è saggio e responsabile fare il possibile per anticipare gli eventi, analizzare gli effetti della crisi a mano a mano che si manifestano ed essere pronti a mettere in atto tempestivamente le misure di competenza cantonale che consentano almeno di contenerne le conseguenze per l'economia ticinese". red
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