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Una soluzione "europea" per il casellario giudiziale
Una soluzione "europea" per il casellario giudiziale
Una soluzione "europea" per il casellario giudiziale
Redazione
9 anni fa
Chiesta al Consiglio federale di valutare l'adesione al database ECRIS dell'Unione europea

Il futuro del casellario giudiziale potrebbe passare…dall’Europa. La commissione istituzioni politiche del Nazionale ha infatti chiesto al Consiglio federale di valutare la possibilità di aderire al programma europeo ECRIS. Dietro questo acronimo si cela una piattaforma online per lo scambio di informazioni sui casellari giudiziali dei cittadini UE. Un database che ricalca i principi del SIS (Sistema di Informazione Schengen) in cui sono segnalati oggetti rubati e persone ricercate dalla polizia a scopo di estradizione, colpite da un divieto d'entrata o scomparse.

Ci fossero i margini per un’adesione a questo programma, la richiesta sistematica del documento per tutti i cittadini stranieri che vogliono trasferirsi in Svizzera, non striderebbe più con l’accordo di libera circolazione. Come in molti oggi sostengono. Musica del futuro, ma un ulteriore passo in avanti per le due iniziative ticinesi che chiedono di estendere a tutta la Svizzera la misura.

Sul casellario giudiziale, introdotto nel nostro Cantone nell’aprile 2015, si è espresso ieri anche l’ambasciatore svizzero a Roma Giancarlo Kessler, chiedendo al Governo ticinese di ritirarlo per portare a buon fine l’accordo sui frontalieri. Una dichiarazione che non convince i commissari ticinesi Marco Romano (PPD) e Roberta Pantani (Lega). 

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino. 

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