
Un 40enne ticinese, per sei anni e mezzo gestore del Calypso di Melano, un postribolo ora chiuso, dovrà comparire davanti al giudice Mauro Ermani il prossimo 10 agosto per rispondere delle accuse di promovimento della prostituzione, usura, infrazione alla Legge federale sugli stranieri, esercizio illecito della prostituzione, disobbedienza a decisioni delle autorità, tentata estorsione, subordinatamente tentata coazione e grave infrazione alle norme della circolazione, accuse promosse dal procuratore generale John Noseda.
A darne notizia è La Regione, precisando che i fatti sono avvenuti tra il 2008 e il 2015, periodo durante il quale il Calypso è stato al centro di un incessante braccio di ferro con il Municipio di Melano.
Il 40enne, difeso dall'avvocato Marco Garbani, riconosce di aver svolto l'attività a luci rosse, ma nega ogni addebito.
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