
I due, parte di una banda dedita al furto di parti elettroniche d'auto d'alto standing attiva in tutta Europa, come riferito oggi dal Corriere del Ticino.
A Lamone, in particolare, oltre a parti del cruscotto, i due si erano impossessati di alcuni effetti personali di una delle vittime, fra cui la famosa sciarpa, prima di svanire nel nulla.
Come detto, il 28enne è poi stato identificato e arrestato, cosa che però non ha funto da deterrente per il 22enne che, a quasi un mese esatto dalle prime effrazioni, è tornato a colpire negli stessi luoghi saccheggiati in precedenza (stavolta rubando e danneggiando per 45'000 franchi circa).
A Lamone è però stato messo in fuga da un agente di sicurezza. Le forze dell'ordine l'hanno poi arrestato poco dopo, riconoscendolo per la sciarpa rubata portata al collo.
Entrambi i processi si sono svolti con la formula del rito abbreviato, grazie a un accordo fra accusa e difesa poi suggellato dalla giudice Item. I capi d'accusa erano quelli di furto aggravato, ripetuto danneggiamento e ripetuta violazione di domicilio (nonché ripetuta entrata illegale per il russo). I due imputati erano rei confessi.
L'estone è stato condannato a un anno di carcere, di cui sei mesi da espiare, il russo a nove mesi di carcere da espiare. Entrambi sono stati espulsi dalla Svizzera per 7 anni.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

