
Il Governo ha deciso: nessuna riapertura permessa. Il presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi e il direttore del Dss Raffaele De Rosa intervenuti in diretta a Ticinonews su Teleticino hanno commentato le scelte del Consiglio federale come “scontate e attese”.
Vi convincono le scelte del Consiglio federale?
“È una scelta scontata come ho avuto modo di dire nei giorni scorsi. Gli indicatori del Consiglio federale non sono stati soddisfatti, era immaginabile che giungessero a questa conclusione”.
È anche vero che queste chiusure proseguono oltre la Pasqua ma qui arriverà il pienone, c’è preoccupazione?
“La Pasqua è compromessa, l’offerta del nostro territorio è integrata con l’offerta culturale, della ristorazione e degli eventi. Sarà una Pasqua minimale in cui si potrà pernottare negli hotel, mangiare negli alberghi ma niente di più. Questo creerà malumore nella ristorazione e negli eventi culturali”.
Lo scorso anno, in vista delle festività pasquali avevate fatto un appello ai turisti. Oggi si è parlato di situazione epidemiologica che peggiora sensibilmente. Non era il caso di rifare l’invito?
“Il numero di contagi non è in rapido aumento, non sta esplodendo. Questa è un’evidenza differente l’anno scorso. Non ripeteremo le stesse situazioni perché è passato un anno ma chiediamo ai ticinesi e ai turisti responsabilità, prudenza e attenzione”.
Il Ticino lo abbiamo visto nel rapporto settimanale è diventato uno dei cantoni con l’incidenza maggiore. La fotografia di Berset non è tranquillizzante, è preoccupato per lo scenario dettato dalle varianti?
“Vediamo che nelle scorse settimane c’è stato un aumento dei contagi nelle fasce più giovani della popolazione che ha meno conseguenze di carattere sanitario nel decorso della malattia. Sarebbe importante riconoscere questo aspetto, la situazione degli ospedali non è paragonabile a un anno fa”.
L’ultimo allentamento concesso riguarderà gli assembramenti privati, cosa ne pensa?
“La prudenza deve sempre accompagnarci per evitare di peggiorare la situazione. L’importante è gestire la situazione dei contagi, se ci sono dei sintomi è importante farsi testare ed è necessario rispettare le misure”.
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Raffaele De Rosa, cosa ne pensa?
“C’è un peggioramento della situazione in corso, tre indicatori su 4 sono peggiorati e l’indicatore dei letti in cure intense è ritardato, arriva dopo, quando vedremo un peggioramento di quel indicatore sarà troppo tardi. Il rischio delle nuove varianti, abbiamo appreso che sono più contagiose e più letali e sappiamo già oggi che rappresentano l’80 dei nuovi casi, anche in Canton Ticino. Non bisogna compromettere i sacrifici fatti finora”.
Non è una contraddizione permettere degli assembramenti di 10 persone al chiuso, dove le misure sono forse più basse e chiudere terrazze di bar e ristoranti, dove lì le misure sono più chiare?
“C’è grande consapevolezza per questa situazione, sappiamo che la popolazione sta facendo sempre più difficoltà a seguire le misure in vigore. È importante ribadire la necessità di essere cauti, procedere con allentamenti in base alla situazione epidemiologica. Qualche contraddizione esiste, anche all’interno della categoria si creava frustrazione tra chi le terrazze le ha e chi non le ha. Io penso che sia importante riuscire a proporre allentamenti quando si è sicuri di poterli tenere nel lungo periodi. La cosa peggiore è procedere con allentamenti e poi dover fare un passo indietro, una situazione yo-yo che non va bene”.
Pasqua, hotel in Ticino tutto esaurito, la preoccupa la calata verso sud degli svizzeri tedeschi?
“Sì certamente questa situazione mi preoccupa anche perché abbiamo visto che la sensibilità che hanno i ticinesi rispetto alla prima ondata è diversa da quella di altri cittadini. Raccomandiamo la prudenza, certi comuni hanno richiesto l’uso della mascherina anche in luoghi aperti e questo è un segnale molto chiaro da dare anche ai turisti, la possibilità di farsi testare è importante”.
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