
Ieri è scaduto il termine per il deposito delle liste per le elezioni comunali. Le sorprese non sono certamente mancate a Lugano. Una delle novità riguarda la presentazione della lista Rete (rinnovamento, equità, trasparenza ed ecosostenibilità) da parte di Sergio Regazzoni. In passato Regazzoni si è fatto conoscere in quanto fondatore dell’Associazione Cannabis Ricreativa e la sua conseguente battaglia a favore della regolamentazione del consumo e della detenzione della cannabis.
Signor Regazzoni, quali sono le motivazioni che l’hanno spinta ad entrare in politica?
La ragione principale che mi ha spinto ad affacciarmi al mondo della politica è quella di svegliare dal torpore tutti coloro che non vanno a votare. Si tratta quindi di un gesto di riconoscenza verso le generazioni precedenti, le quali hanno lottato duramente per lasciarci in eredità i cosiddetti “diritti politici”. Si sta infatti assistendo ad una regressione sociale, nella quale si ha paura ad esprimere i propri diritti per le conseguenze sociali che ne derivano.
La lista Rete va in un qualche modo a collegarsi al discorso relativo all’Associazione Cannabis Ricreativa?
Non esattamente. Penso che sia riduttivo e limitativo parlare di Cannabis soltanto a livello comunale. Infatti è un tema molto importante e le cui problematiche andrebbero risolte a livello federale.
A quali categorie di elettori pensa di rivolgersi principalmente?
Il mio obiettivo non è quello di rubare fette di elettori agli altri partiti, bensì quello di mobilitare gli astenuti, quella che viene chiamata “la maggioranza silenziosa”. Inoltre vorrei porre l’accento sull’importanza di una politica di condivisione, la quale sia basata sull’interesse generale e non su quello dell’individuo.
Lei dichiara di voler fare politica “nelle piazze, tra la gente”. Cosa intende con questa affermazione?
La parola “rete” richiama il concetto di gioco, di piacere nel fare le cose. Si tratta di un simbolo che unisce e divide allo stesso tempo. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una veloce diffusione dei social media come Facebook. Il mio intento è quello di interagire con i cittadini non solamente attraverso i social ma anche nelle strade, a contatto diretto con la gente.
Cosa ne pensa dell’attuale operato del Municipio di Lugano?
A parer mio il Municipio sta svolgendo un ottimo lavoro ma manca la possibilità di condividere progetti comuni. Possiamo paragonare la situazione a un condominio in cui i politici sono gli amministratori mentre i cittadini rappresentano gli abitanti del condominio. Capita che vengano svolti lavori non necessari ma che hanno un elevato costo. Un esempio è quello della chiusura dei bagni della città di Lugano, cosa che trovo inutile. Inoltre è importante non mischiare l’aspetto pubblico a quello privato. Con questo mi riferisco ad un fondamentale concetto contenuto nella lista Rete, cioè quello della trasparenza.
La lista prevede soltanto la sua presenza o ci sono degli altri membri?
Attualmente la lista comprende soltanto un esponente, il sottoscritto. Da una parte ciò è dovuto al fatto che siamo all’inizio di questo percorso politico. Secondariamente c’è ancora troppo timore nell’esprimere le opinioni.
Qual è il suo obiettivo? Quello del legislativo comunale?
Il mio obiettivo è quello di far entrare una nuova voce nel consiglio comunale, al fine di rappresentare le voci di quei cittadini che attualmente non lo sono. Sono consapevole che ci vorrà del tempo ma spero che, vista la difficile situazione attuale, questo processo si velocizzi.
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