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Ticino
Una relazione preventiva sul Macello
Foto CdT/Zocchetti
Foto CdT/Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Il domenicale il Caffè riferisce il contenuto dell’audizione in magistratura di Karen Valenzano Rossi. Il confronto con le testimonianze dei colleghi municipali potrebbe risultare decisivo per ricostruire la successione degli eventi la notte dell’abbattimento dello stabile

È di qualche giorno precedente l’abbattimento dell’ex Macello la realizzazione di una relazione della Polizia comunale di Lugano sulla gestione della manifestazione di sabato 29 maggio, in caso di una sua degenerazione. Lo ha ribadito di fronte agli inquirenti, nell’ambito dell’inchiesta in corso, la municipale Karin Valenzano Rossi. A riferirlo è il domenicale il Caffè. Nella relazione, la Polizia valutava diversi possibili scenari di intervento. Nella relazione non si escludeva la possibilità di uno sgombero dello stabile, nel caso in cui la manifestazione fosse degenerata. D’altra parte, già dalla seconda metà di marzo, gli “autogestiti” avevano ricevuto più ingiunzioni di sfratto da parte del Municipio.

Testimonianze decisive per ricostruire successione eventi
Il rapporto di polizia, spiegato alla responsabile della sicurezza della Città di Lugano, risale a mercoledì 26 maggio. Il giorno seguente, stando a verbale, Valenzano Rossi ha illustrato ai colleghi di Municipio tutti i possibili scenari della Polizia. “Ogni opzione”, precisa il Caffè. Per questo motivo, tutte le carte del Municipio acquisite agli atti e le testimonianze dei membri dell’Esecutivo potrebbero risultare determinanti per capire come si sia passati dall’ordine di sgombero, a quello dell’abbattimento del tetto e infine dell’intera ala dell’edificio (il Municipio sostiene di essere giunto solo fino all’abbattimento del tetto).

Quella sera sentiti solo alcuni municipali
A verbale Valenzano Rossi ha poi confermato quanto emerso nei giorni successivi all’abbattimento dello stabile. La sera del 29 maggio, lei non ha fatto altro che da tramite tra la Polizia e la compagine municipale. Tre colleghi non sono però stati contattati da Valenzano Rossi per chiedere il loro assenso (o la loro contrarietà) all’abbattimento del tetto. Si tratta di Roberto Badaracco, Cristina Zanini Barzaghi e Lorenzo Quadri. I primi due, secondo la responsabile della sicurezza, perché avrebbero sicuramente espresso un “no”, il terzo perché il suo “sì” sarebbe stato scontato.

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