
“Sono perplesso, soprattutto se penso alla natura della preghiera cristiana”. Il Vescovo di Lugano Monsignor Valerio Lazzeri non nasconde la sorpresa dinnanzi alla richiesta di Helvetia Cristiana di organizzare una preghiera contro il Pride 2018.
“La preghiera non va fatta per affermare dei valori o per rivendicare posizioni diverse da quelle degli altri. È la risposta alla parola di Dio - ha sottolineato Lazzeri a Ticinonews, non risparmiando una vera e propria bacchettata a Helvetia Cristiana – Non può essere strumentalizzata, neppure per fini perseguiti con buone intenzioni. Si rischia di svilirne il senso. Nel vangelo Gesù ha colto bene gli atteggiamenti di chi usa la preghiera come sorta di affermazione nella società, pregando negli angoli delle piazze (Matteo 6,5-8 “Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”, ndr).
“Noi non abbiamo mai ricevuto rifiuti dal Comune per le nostre manifestazioni pubbliche. Non abbiamo mai ostentato nostra opposizione a qualcosa”, ha evidenziato il Vescovo, che ha inoltre confermato di non conoscere Helvetia Cristiana o i suoi rappresentanti. Il modus operandi dell’Associazione, ha rimarcato, “non è la via per creare una società evangelica più vicina ai valori cristiani”.
Per quanto riguarda la posizione della Curia sul Pride, Monsignor Lazzeri ha spiegato che non si tratta di una manifestazione che avrebbe richiesto se non fosse stata proposta. “Non tutte le rivendicazioni LGBT corrispondono alla visione cattolica della famiglia: le discrepanze sono evidenti ma da lì a dire che siamo categoricamente contrari ce ne passa - ha concluso - Non essere pienamente concordi non vuol dire che ci mobilitiamo contro questa manifestazione. Speriamo anzi ci possa essere lo spazio per noi per continuare a portare avanti la nostra visione dell’essere umano in maniera positiva e per approfondire la riflessione”.
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