
Trentasei ore di precipitazioni. La pioggia ha interessato gran parte del Cantone, mentre nell'Alto Ticino è arrivata la neve. Precipitazioni "sicuramente ben volute, vista la carenza idrica in cui ci troviamo", scrive MeteoSvizzera, sottolineando come "un giorno di pioggia non basta a colmare il deficit idrico che ci trasciniamo da svariati mesi". Con l'acqua sono però anche arrivati i disagi. "Sul territorio cantonale abbiamo avuto piccole cadute di sassi e un crollo di 30 metri cubi lungo la strada cantonale che porta da Maroggia a Bissone, ma tutto il materiale è restato all'interno delle rete paramassi", ha spiegato a Ticinonews Andrea Pedrazzini, geologo cantonale. "Si è trattato di precipitazioni con un pericolo di grado due su cinque, quindi ottime per la natura e non dannose per il territorio. Bisogna però sottolineare che anche due o tre giorni dopo l'evento si possono registrare frane o scoscendimenti, bisogna dunque ancora aspettare e vedere se accadrà qualcosa. Ma per il momento non abbiamo segnalazioni di situazioni particolari da tenere sott'occhio".
Terreno secco e pioggia
"Dal punto di vista dei pericoli, sappiamo che le frane sono legate soprattutto alle forti precipitazioni. Avendo un terreno molto secco l'acqua ha difficoltà a penetrare, quindi gran parte delle precipitazioni scorrono sulla superficie. Questa dinamica può causare piccoli scoscendimenti. In funzione dell'intensità delle piogge si possono avere colate detritiche di piccola o grande entità", ha detto il geologo cantonale.
Le zone critiche
"Cantone e comuni hanno i piani delle zone di pericolo. Questi documenti ci aiutano a determinare le aree più sensibili. In caso di un evento particolare, ad esempio un temporale violento o delle precipitazione di grado tre su cinque, viene attivata una cellula cantonale che si mette in moto per verificare la situazione nei punti critici e prendere le precauzioni del caso. Anche MeteoSvizzera fa parte di questa cellula", ha continuato Pedrazzini.

