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La vicenda
Una petizione per fare tornare Mira in Svizzera, bloccata in Iran
Immagine Ticinonews
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Redazione
4 anni fa
Dall'Iran al Locarnese, andata e ritorno. Una petizione chiede di fare uscire la donna curda dal Paese in preda alla repressione, per farla tornare nella Confederazione.

"Mira" è solo un nome di fantasia, volto a tutelarne l'incolumità. La donna, di etnia curda, si trova nel Nord dell'Iran, assieme ai tre piccoli figli. Del marito di Mira non si sa nulla: è stato arrestato dalla polizia iraniana, che impedisce ogni contatto con la famiglia. Una vicenda che potrebbe essere simile a tante altre nella Repubblica islamica, ma che ha un risvolto svizzero: Mira, suo marito e i suoi figli hanno infatti vissuto nel Locarnese fra il marzo 2019 e il maggio 2022. E in Svizzera contavano di restare, avendo presentato domanda d'asilo. La storia della famiglia curda è stata ripercorsa in una conferenza stampa organizzata ieri a Lugano dalla comunità curda in Ticino. Rifiutata la domanda dalla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), la famiglia di Mira ha ricorso al Tribunale amministrativo federale (Taf). "La paura ha però spinto la famiglia a fare rientro in Iran", commenta a Ticinonews l'avvocata Immacolata Iglio Rezzonico. "Mira temeva un eventuale rifiuto definitivo della propria domanda". Un'incertezza che deve essere risultata insopportabile per la donna: "Mira già aveva un forte disagio psicologico per tutto ciò che aveva subito, sia nel suo Paese, sia durante il viaggio. Nonostante questo, la Sem e la Croce rossa hanno incentivato la donna a tornare in Iran".

La petizione

Secondo la legale, la Sem avrebbe infatti fornito garanzie di sicurezza alla famiglia in merito a un loro ritorno nel Paese di origine. "Nonostante quanto affermasse la Sem, il marito è stato arrestato e adesso lei, donna curda, si trova da sola, in Iran". L'avvocata ha lanciato sulla piattaforma change.org una petizione per chiedere alla Segretaria di Stato di fare tornare nella Confederazione Mira e i suoi figli. "Vorremmo che ritornasse, evitando le lungaggini burocratiche", spiega Iglio Rezzonico. "L'Ambasciata svizzera dovrebbe adoperarsi per farle un biglietto e portarla qui".

Una situazione difficile per i curdi

Quella di Mira, che quotidianamente dal suo rientro in patria riceve visite da parte dei soldati, è una condizione vissuta da numerosi curdi. La repressione dell'etnia curda da parte del regime degli ayatollah si somma alle proteste che negli ultimi mesi hanno infiammato l'Iran. Un movimento di ribellione ben diverso rispetto a quelli che hanno interessato in passato la Repubblica islamica. "Si parlava di proteste di uno o due giorni, limitate magari a una singola città", spiega Ahmet Yaman, portavoce della comunità curda in Ticino. "Queste rivolte sono diffuse in tutto il Paese, ma sono anche state capaci di unificarlo, unendo le diverse identità. Non era mai successo che una donna curda manifestasse accanto a una persiana".