
Oggi, Solidarité sans frontières ha lanciato una petizione intitolata "Stop ai rinvii verso l’Italia".
L'organizzazione spiega che con questa petizione si vuole reagire "al fatto che, malgrado la decisione della Corte Europea per i Diritti Umani (CEDU), la Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) rinvia richiedenti l’asilo verso l’Italia se registrate lì secondo il Regolamento di Dublino, famiglie con bambini comprese."
"É scontato che l’Italia non riesce a fare capo alle nuove arrivate dal Mediterraneo" ha spiegato oggi Hilmi Gashi, Co-Presidente di Solidarité sans frontières. "Secondo una nota dell’UNHCR, a fine luglio 2014 vivevano 76‘263 rifugiati e 2‘2200 richiedenti l’asilo in Italia per i quali esistevano secondo fonti ufficiali italiane solamente 18‘765 posti nei SPRAR e 6‘006 posti nei CARA. Se a questi si aggiungono gli 87'000 rifugiati entrati in Italia nel primo semestre 2014, che secondo il Regolamento di Dublino dovrebbero restare lì, mancavano già mezz’anno fa decine di migliaia di posti."
"Già oggi in Italia un gran numero di migranti deve vivere sulla strada senza nessun sostegno. A loro ogni settimana si aggiungono migliaia di nuovi arrivati che, seguendo una realizzazione conseguente delle regole di Dublino, avrebbero bisogno di ulteriori posti in Italia", aggiunge Pauline Milani, Co-Presidente di Solidarité sans Frontières.
La petizione si rivolge al Consiglio Federale e alla SEM ed esige uno stop immediato di tutti i rinvii verso l’Italia. Può esser firmata in linea su www.stoprenvois.ch e forma il nucleo di una campagna trimestrale alla quale sono invitate a far parte anche altre organizzazioni.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

