
Mettiamo che io sia un cittadino che ha a cuore le elezioni. Quindi vado a votare. Voto le persone. Voto le loro competenze e qualità umane. Mi interessano le idee ma non mi interessano i partiti. E allora lo Stato mi offre un’opportunità: mi permette di votare la scheda senza intestazione. Il problema è che così parto svantaggiato rispetto ai miei concittadini che votano le stesse persone ma anche uno dei partiti in corsa. Nel conteggio finale il loro voto varrà di più. Perché ogni voto dato a un partito corrisponde automaticamente ad un voto per ciascuno dei suoi candidati e ogni voto dato a un candidato automaticamente va a vantaggio del suo partito. Chi sceglie la scheda senza intestazione indebolisce il proprio voto. La legge elettorale continua a favorire il potere dei partiti. Insomma, la democrazia viene rispettata solo in apparenza o comunque non al 100%, secondo il gruppo di indipendenti che ha deciso di lanciare un’iniziativa popolare destinata a modificare la legge sull’esercizio dei diritti politici. Il gruppo si è presentato questa mattina. Ora parte la raccolta di firme. Ne servono 7'000 per dare seguito alla modifica che loro propongono: forse non sarà la soluzione perfetta, dicono, ma l’importante è che arrivi in Gran Consiglio e che apra la discussione. Magari anche con un controprogetto. Questo è l’obiettivo dell’iniziativa: che ci si chini seriamente alla ricerca di un sistema elettorale più equo, che rafforzi il peso della scheda senza intestazione, scelta alle ultime elezioni cantonali quasi dal 20% dei votanti. Nel concreto l’iniziativa pone le seguenti condizioni: se si vota la scheda senza intestazione poi si potranno scegliere liberamente i candidati dei vari partiti. Se si vota una scheda di partito, poi non si potranno mettere altre crocette e i voti andranno automaticamente agli esponenti di quel partito. Anche se andrà in porto, l’iniziativa non avrà il tempo di cambiare le cose già per le elezioni di aprile. Matteo Bernasconi
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