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Ticino
“Una persona per 10mq è inattuabile”
Marco Jäggli
6 anni fa
Bruno Balmelli è adirato contro i nuovi limiti alle superfici di vendita decise dal Consiglio federale: “Non facciamo che aumentare le chiusure e quindi i fallimenti”

Dalla mezzanotte di oggi è entrata in vigore la nuova ordinanza federale in materia di coronavirus, che tra le varie misure disciplina il numero massimo di persone per superficie di vendita: limite che è passato da una persona per quattro metri quadrati a una persona ogni 10 metri quadrati. Girando per Lugano, Teleticino ha potuto constatare come gli effetti si vedano già sulla popolazione, con code e capannelli di persone all’aperto in attesa del loro turno, ma solo in alcuni esercizi. L’impressione infatti, nonostante le misure prese dai negozi, è che non sempre la direttiva sia rispettata pedissequamente.

Il settore, così come in quello della ristorazione, vive ore difficili, mentre inizia a serpeggiare un certo malcontento verso le decisioni di Berna. Malcontento che Bruno Balmelli, della Balmelli sport, non nasconde: “Penso che stiamo decisamente esagerando. Nessun problema con i limiti o con le mascherine, ma quella dei 10 metri quadrati è una misura inattuabile. Se arriva una famiglia cosa faccio? Tengo i genitori fuori e faccio entrare un bambino per volta? Chi ha preso questa decisione non ha mai lavorato”.

Queste chiusure paventate per i festivi che impatto potrebbero avere per un’attività come la sua?
“Chiudere la domenica vuol dire concentrare tutti durante la settimana, il contrario di quello che dovremmo fare. Ho paura che le persone che prendono queste decisioni non sono all’altezza e non sanno cosa vuol dire lavorare. Perché dobbiamo scimiottare tutto dagli altri? Chi dice che queste misure funzionino? Quello che stiamo facendo in Europa non fa che aumentare le chiusure e dunque i fallimenti”.

“La chiamate socialità?”
La cosa che più pesa a Balmelli è che non c’è nessun rimedio economico per mettere a posto questo buco: “Durante il primo lockdown tutti quelli che sono in affari non hanno ricevuto lo stipendio. La chiamate socialità? La socialità è una cosa che deve toccare tutti allo stesso modo. Se prendono una decisione politica ne prendano anche le conseguenze: stampino un po’ di soldi e distribuiscano i capitali, che l’economia senza capitali non va avanti”.

Cosa si aspetta dalla consultazione di Berna con i cantoni?
“Su quanto deciso fin’ora non mi aspetto granché”, risponde Balmelli, “perché penso che chi ha preso queste decisioni non ha la mentalità adatta per risolvere i problemi effettivi. Non li hanno ancora affrontati. E a cosa porterà? Siccome le aziende vanno male, queste pagheranno meno tasse, portando a un aumento delle tasse per il pubblico per incassare di più. Ma non hanno capito che noi non possiamo aumentare i prezzi, anzi dobbiamo diminuirli per affrontare la concorrenza con l’estero. C’è l’economia che sta andando a ramengo”.

La chiusura delle frontiere quindi non ha giovato?
“Cosa vuole che giovi... per l’alimentare forse. Le uniche aziende che ne beneficiano sono quelle che non pagano le tasse nel Canton Ticino. Perciò dico: date spazio ai piccoli imprenditori, non alle grandi superfici”

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