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Ticino
"Una persona destituita non può sostituire sè stessa"
Redazione
14 anni fa
Un membro di un patriziato ticinese viene destituito dal Governo. Ma il patriziato lo reintegra. "Non si può" dice il TRAM

Un membro destituito non può essere sostituito da sè stesso. È questo, in sintesi, il succo di una sentenza del Tram, pubblicata oggi. Un patriziato pensava di poter agire in tal modo e farla franca, ma il suo agire non è passato inosservato a un cittadino, che ha denunciato la vicenda al Consiglio di Stato e ottenuto ragione.La vicendaDopo essere stato condannato per un reato intenzionale contrario alla dignità della carica, un membro di un ufficio patriziale era stato destituito dal Consiglio di Stato nel febbraio 2011. Ma, in mancanza di altri candidati pronti a sostituirlo, nel febbraio 2012 l'ufficio patriziale reintegrò il membro condannato, eleggendolo tacitamente. Una decisione, quella dell'ufficio patriziale, in palese contrasto con quanto statuito, un anno prima, dal Consiglio di Stato. Una decisione che, se non fosse stato per un privato cittadino, l'avrebbe passata liscia come una lettera alla posta. Destituito e poi rieletto?Ma, come detto, in marzo 2012 un cittadino scrisse al Consiglio di Stato per chiedere l'annullamento della rielezione. Essendo stato destituito, infatti, il membro non potrebbe più essere rieletto nello stesso periodo di elezione. Il Consiglio di Stato trasmise gli atti al Tribunale, mentre il patriziato, con le proprie osservazioni, si limitò a ribadire che l'interessato non aveva ancora assunto ufficialmente la carica. "Trovatene un altro, senza indugi"Il Tribunale cantonale amministrativo, facendo notare come un membro destituito non possa essere sostituito da esso medesimo, ha accolto il ricorso del cittadino e intimato al patriziato in questione di provvedere "senza ulteriori indugi" alla sostituzione del membro destituito. E stavolta non con sè stesso.

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