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Ticino
Una «notte da lupi», e c'è chi era «a caccia di fulmini»
Foto d'archivio Yari Copt
Foto d'archivio Yari Copt
Tutta la Svizzera è stata toccata da diverse migliaia di fulmini. Un dato di rilievo, se si prendono in considerazione i dati annui. C'è anche chi, però, approccia il fenomeno da un punto di vista artistico.

Sono stati circa 12'000 i fulmini registrati su tutto il Paese la scorsa notte, in quella che è stata una vera e propria «notte da lupi». Un fenomeno importante, che va però contestualizzato. «Ci sono diversi tipi di fulmini e conta anche come viene calcolato un fulmine. Ci sono quelli che vanno da nube a terra, i fulmini principali, e le scariche secondarie, che vanno tra nube e nube o addirittura all'interno della stessa nube. Detto ciò, se contiamo le scariche principali, all'anno sono circa 60-80'000, mediate su tutto il territorio svizzero. Direi che 12'000 è comunque un valore piuttosto elevato», spiega il meteorologo di MeteoSvizzera Lorenzo Di Marco. Resta però anche l'aspetto suggestivo dei fulmini. E c'è chi ne ha fatto una vera e propria passione.

«Importante crederci»

Per Yari Copt, fotografo appassionato di temporali, tutto è iniziato quasi per caso. «Nel 2019 ho iniziato a scattare foto di notte, foto di paesaggi e a un certo punto mi si è ritrovato all'interno dello scatto un fulmine. Da lì mi sono innamorato e ho detto: "Ok, voglio catturarne il più possibile". I primi che ho preso, un po' grossi, un po' spettacolari, mi hanno convinto del tutto a uscire con la mia macchina fotografica e cercare sempre di catturare il più maestoso e particolare fulmine che cade durante i temporali». La passione, però, parte dalla preparazione, soprattutto dallo studio dei radar meteorologici. Con l'esperienza si arriva anche a riconoscere «a pelle» l'arrivo dei temporali. «Quando vedo che un temporale si avvicina cerco di anticiparlo il più possibile. Mi metto di solito a Lugano, perché abito qua, ma cerco anche nelle altre vallate, negli altri distretti ticinesi o quando sono in vacanza, più in Italia del Nord o in Croazia. Questa è la valle dei fulmini che ho creato, come idea. Mi apposto dalla parte opposta al temporale».

Una preparazione che, a volte, non basta. «Due settimane fa, il 24, abbiamo avuto un altro temporale molto importante. Lì ho fatto quattro ore dove non ho trovato niente. E poi mi sono detto: "Adesso lo aggiro da dietro". Sono venuto a Paradiso e ho beccato veramente un sacco di fulmini sopra il Monte Brè. Non contento ancora, sono andato al Ponte del Diavolo, ho beccato un fulmine gigantesco sul Ponte di Melide e su Paradiso». E alla fine, spiega Copt, serve anche una buona dose di pazienza: «A volte bisogna proprio crederci, forse è la cosa più difficile. Oltre a danzare col temporale, avere pazienza, crederci, andare avanti finché è finito il temporale».

La messa in comune: confronto ed esposizioni

C'è poi la messa in comune dei risultati, attraverso il confronto con gli altri appassionati, ma anche con le esposizioni. Copt ne ha già curata una a Riva San Vitale, e adesso se ne preparano altre due nel Luganese e nel Mendrisiotto. Nel frattempo, gli scatti di Yari Copt sono già disponibili sui canali social e sul sito de La Valle dei Fulmini