
"Salviamo le api e l'apicoltura del Ticino". Questo il titolo di una mozione presentata al Consiglio di Stato dalla deputata socialista Lisa Bosia Mirra e altri 24 cofirmatari (per il PS Pelin Kandemir Bordoli, Henrik Bang, Gianrico Corti, Jacques Ducry, Ivo Durish, Milena Garobbio, Giovanni Kappenberger; per il PLR Matteo Quadranti; per l'MPS e partito comunista Matteo Pronzini e Massimiliano Ay; per il PPD Fiorenzo Dadò, Fabio Battaglioni, Sara Beretta Piccoli, Luigi Canepa, Giorgio Fonio, Claudio Franscella, Sabrina Gendotti, Simone Ghisla, Nadia Ghisolfi, Lorenzo Jelmini, Alex Pedrazzini, Paolo Peduzzi; per la Lega Andrea Zanini e per i Verdi Michela Delcò Petralli).
I firmatari della mozione mettono in evidenza che dalla fine degli anni Novanta molti apicoltori, soprattutto in Europa e in Nord America, hanno iniziato a segnalare un'anomala diminuzione delle colonie di api, con morie fino al 60% degli apiari. Una problematica che tocca anche la Svizzera.
"Nell'inverno 2012, in Svizzera, sono morte quasi la metà delle colonie, fatto questo che ha prodotto danni di un’ampiezza mai raggiunta prima. Gli apicoltori svizzeri che non beneficiano di alcun sussidio pubblico hanno registrato una perdita di quasi 25 milioni di franchi, ma il danno maggiore, il valore indiretto dell’impollinazione, non è mai stato contabilizzato"
La situazione poi è leggermente migliorata nel 2013 e nel 2014 "grazie anche all’adesione della Svizzera alla moratoria europea, della durata di due anni, che vietava l’uso di alcuni neonicotinoidi, pesticidi sistemici confettatti sulle sementi".
In Ticino l'apicoltura "ha sempre rappresentato un'apprezzata fonte di reddito accessorio per gli agricoltori", scrivono i deputati, "e con il passare del tempo ha interessato una fascia sempre più ampia di persone, toccando cerchie esterne all'agricoltura".
"Oggi gli apicoltori nel nostro cantone, membri della Società Ticinese di Apicoltura (STA), sono circa 500, le colonie di api sono stimate in circa 8'000 e i cosiddetti semi-professionisti sono probabilmente il 10% e di norma praticano il nomadismo. Tutti gli altri si dedicano all’apicoltura per hobby e hanno, in media, una dozzina di arnie".
Riportando le perdite registrate nell'inverno 2014-2015 e ricordano le iniziative che negli scorsi anni sono state inoltrate per mettere al bando neonicotinoiri particolarmente nocivi per le api, i granconsiglieri chiedono di inserire la protezione delle api e altri insetti impollinatori tra le priorità dell'agenda 2016-2017. In particolare di implementare lo studio di un piano di salvaguardia delle api e degli insetti impollinatori che coinvolga gli attori presenti sul territorio; di valutare la messa al bando o una moratoria dei neonicotinoidi pericolosi per le api mellifere e le api solitarie; e di implementare la formazione degli apicoltori.
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