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Ticino
"Una mazzata", "Shock", "Aspettiamo"
Redazione
12 anni fa
I rappresentanti dell'economia ticinese commentano la decisione della banca nazionale di abolire il cambio fisso

La decisione della banca nazionale di abolire il cambio fisso euro/franco è stata un fulmine a ciel sereno che ha scosso i principali rappresentanti dell'economia ticinese. 

Per il presidente della DISTI Enzo Lucibello questa decisione a sorpresa è una vera e propria mazzata per la grande distribuzione. “Se decidono di speculare sul franco e si arriva alla parità sarà deleterio per il commercio. Potrebbe metterci in ginocchio. Sul breve periodo sarà una mazzata perché se la valuta scende di colpo, restano comunque gli stock da esaurire, acquistati quando il cambio era fisso. Staremo a vedere nel medio-lungo termine. Tutto è possibile". 

Più contenuta la reazione del presidente della Camera di Commercio ticinese Luca Albertoni. Ancora ieri si parlava della stabilità della soglia dell'1.20 durante la conferenza stampa indetta dalla Camera per parlare dell'andamento delle aziende. Ed oggi lo shock: "La notizia è stata sorprendente, soprattutto nei modi" spiega Albertoni. "L'economia non è stata per niente avvisata. Si presupponeva che prima o poi questo limite venisse abolito, ma non in questa maniera".

Ancora difficile stabilire al momento quali conseguenze avrà questa decisione sull'economia ticinese, aggiunge Albertoni. "Ora c'è l'effetto shock, aspettiamo le motivazioni della banca nazionale e la stabilizzazione dei prossimi giorni. Ora possiamo fare solo ipotesi. C'è una certa preoccupazione naturalmente. L'euro debole avrà certo un impatto sul settore del turismo e dell'industria. Ma come detto, è troppo presto per fare speculazioni. Sugli effetti rimaniamo sul pezzo".

Della stessa opinione il direttore di AITI, associazione delle industrie ticinesi, Stefano Modenini. “Non si può ancora trarre una conclusione. Dopo due o tre ore la reazione non è delle migliori. Se la situazione del cambio si stabilizza sotto l'1.10 per l’industria d'esportazione è grave. Già l'introduzione del cambio fisso 1.20 aveva causato problemi. I prezzi alla clientela sono stati fatti l’anno scorso e le aziende non possono più modificare i prezzi. Bisognerà capire se e cosa potrà fare l’autorità e attendere se il cambio tornerà a 1.20 o si fisserà fra 1.10 e 1.20.

Ma a preoccupare Modenini saranno anche le ripercussioni che questa decisione avrà a livello di tutta la popolazione. "Il rischio è che ci vadano di mezzo tutti, dai risparmiatori alle casse pensioni. Inoltre il cambio potrebbe spingere le aziende in difficoltà a tagliare le spese, soprattutto quelle legate alla manodopera. Per questo nei prossimi mesi bisognerà avere sangue freddo e se la situazione perdura trovare una soluzione fra tutti gli attori e le parti in gioco. 

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