
Municipale a tempo pieno con il giusto ritocco al rialzo dello stipendio e la conseguente riduzione da sette a cinque membri dell'Esecutivo. È ciò che si sta valutando in quel di Lugano, nona città svizzera per importanza e quindi confrontata con una mole non indifferente di gestione politica del comune.
Ad avviare il dibattito è una mozione sottoscritta da cinque consiglieri comunali (Michele Kauz, PLR; Demis Fumasoli, PS; Fausto Beretta Piccoli, PPD; Sara Beretta Piccoli, PPD; Raide Bassi, UDC) inoltrata lo scorso 10 febbraio. "Maggiori i problemi, maggiore la richiesta da parte della cittadinanza della presenza e disponibilità dell'autorità politica" sottolineano i cinque membri del Legislativo. "È per questo che chiediamo di abbandonare il modello attuale (che prevede un impegno al 60% per il sindaco e al 50% per i suoi colleghi) per dare all'esecutivo una nuova struttura con cinque municipali a tempo pieno".
Sei municipali su sette si sono già detti disponibili a cambiare l'assetto dell'esecutivo. Secondo quanto riporta Radio Fiume Ticino, a sostenere la riforma sarebbero il sindaco Marco Borradori, la vicesindaca Giovanna Masoni Brenni, il responsabile delle Finanze Michele Foletti, della sicurezza Michele Bertini, del Territorio Angelo Jelmini e dei Servizi urbani Cristina Zanini-Barzaghi. Unica voce fuori dal coro invece quella di Lorenzo Quadri, secondo cui la mozione non è necessaria e non sostenibile a livello economico.
La questione potrebbe essere affrontata già entro la fine dell'anno nell'ambito della riforma complessiva dell'amministrazione comunale.
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