
Il gruppo parlamentare per l'italianità, volto a rafforzare la presenza della lingua e della cultura italiana a livello federale, è realtà. La costituzione ufficiale del sodalizio - che conta finora una quarantina di persone - è avvenuta oggi a Berna.Presente all'appuntamento la Deputazione ticinese alle Camere federali, il presidente del Gran consiglio ticinese Gianni Guidicelli, alcuni parlamentari di altri cantoni - in primis grigionesi -, il presidente della Pro Grigioni italiano Sacha Zala, nonché l'ambasciatore d'Italia a Berna Giuseppe Deodato.Per il copresidente del sodalizio, Ignazio Cassis (PLR/TI), con l'istituzione di questo gruppo di pressione s'intende risvegliare quella coscienza della multiculturalità elvetica che "ci pare assopita", partendo dal problema della rappresentanza della componente italofona in Consiglio federale.Per il presidente della Deputazione ticinese a Berna, Fulvio Pelli (PLR), il problema dell'italianità in Svizzera non può più essere affrontato a livello regionale, ma nazionale e internazionale, cooperando per esempio più intensamente con l'Italia.La consigliera nazionale grigione Silva Semadeni (PS), copresidente del gruppo, ha sottolineato l'importanza di un lavoro costante di sensibilizzazione sul piano federale di fronte alla pressione cui è sottoposta la lingua italiana a livello tanto del Consiglio federale quanto dell'amministrazione, dove gli italofoni sono sotto rappresentati.La Semadeni ha ricordato il lavoro svolto per "salvare" l'insegnamento dell'italiano a San Gallo, ma anche nel suo cantone di origine, dove qualcuno vorrebbe sostituire la lingua di Dante con l'inglese, passo per lei "incomprensibile".Nel suo breve intervento, la presidente del governo retico, Barbara Janom Steiner, ha tra l'altro ricordato le difficoltà della "quarta" lingua nazionale, il romancio.L'ambasciatore d'Italia Giuseppe Deodato ha auspicato che la Confederazione s'impegni maggiormente nella promozione della cultura italiana in Svizzera, un aspetto che a suo avviso è stato trascurato sia da Roma che da Berna, dove per decenni hanno prevalso gli interessi politico-economici nei rapporti tra i due Paesi.Deodato ha fatto presente la grave situazione economica e finanziaria del suo Paese. Tale situazione è all'origine del taglio ai corsi di lingua e cultura italiana in Svizzera sostenuti da Roma."Va poi fatto notare - ha affermato - che quella parte qualificata degli Italiani residenti in Svizzera figli di emigranti si è perfettamente integrata e forse non dà alla causa dell'italianità quello che potrebbe effettivamente dare". Da qui l'appello alla Confederazione a fare di più per promuovere una lingua e una cultura che le appartengono.
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