
Riparare, per limitare gli sprechi e i consumi. È questo l’obiettivo della giornata Antispreco, riproposta anche quest’anno a Bellinzona da Acsi e Sos Ticino. Ticinonews si è recato sul posto per osservare uno sguardo sull’arte di chi, abilmente, restituisce nuova vita agli oggetti.
Diversi oggetti, "fatti per essere riparati" oppure no
Biciclette rotte, Radio DBU - in cui il nipote ha inavvertitamente inserito il CD al contrario, oppure gassificatori d’acqua, giradischi e affettatrici. Sono svariati i prodotti portati al Caffè riparazione dell’Acsi, portati da chi ha deciso di tentare una riparazione, dando nuova vita ad oggetti rotti densi di ricordi, o da chi ha semplicemente deciso di donarli ai più bisognosi.
I riparatori sono professionisti, artigiani del settore volontari come Marco e Claudio, che mettono a disposizione le proprie conoscenze. Tra le mani dei riparatori passano diversi oggetti, come un’affettatrice, che possono essere cambiati facilmente, per esempio sostituendo un interruttore. Sono proprio i riparatori a proporre una riflessione sul nostro rapporto - e quello dell’industria - con gli oggetti: “È vero, gli oggetti nuovi sono più difficili da riparare: c’è meno spazio di manovra. Una volta i macchinari erano fissati con viti o bulloni, ora con clip di plastica. Si vede quello che è nato per essere smontato e quello che non lo è”. Tuttavia, la percentuale di riuscita resta alta. Sempre secondo il parere degli esperti artigiani, più di 8 prodotti su 10 vengono riparati, al massimo nel medio periodo.
Svizzera al terzo posto per i rifiuti pro capite
L’iniziativa prende tanto più significato quando si considera la negativa situazione dei rifiuti in Svizzera: la Confederazione è il terzo paese europeo per rifiuti pro capite prodotti. Come spiega Loris Palà, dell’Ufficio educazione ambientale del Dipartimento del Territorio, se da una parte il dato è indice di benessere, dall’altra bisogna necessariamente far di più per migliorare la situazione. La giornata organizzata da Acsi e Sos Ticino va allora in questo senso; senza inoltre dimenticare l’aspetto economico, ricorda Palà, specialmente in questo periodo congiunturale.

