
Paolo Pamini e Sergio Morisoli (AreaLiberale) hanno inoltrato al Governo un'interrogazione sul tema "radar fissi e radar mobili" sul territorio. L'atto è sì firmato da entrambi i politici, ma originariamente è stato redatto da una cittadina del Mendrisiotto. "La sua identità è nota ai firmatari" - scrivono i due granconsiglieri -, che così agendo hanno deciso di prestare la propria voce al cittadino mettendo "in pratica lo spirito di civismo e sussidarietà".
Qui di seguito riportiamo integralmene il testo dell'interrogazione:
Interrogazione ai sensi dell’articolo 98 L sul GC e i rapporti con il CdS (RL 2.4.1.1)
Dati sull’evoluzione delle multe provenienti dai radar e sull’ammontare dell’incasso
1. Premessa
La presente interrogazione è stata preparata da una cittadina del Mendrisiotto, la cui identità è nota ai firmatari e il cui testo è riportato in corsivo.
Con l’intento di mettere in pratica il proprio spirito di civismo e sussidiarietà, AreaLiberale mette a disposizione dei cittadini del Cantone gli strumenti parlamentari – laddove le domande siano ritenute fondate e di principio in linea con i valori del nostro laboratorio di idee politiche. In tal modo, AreaLiberale porta attivamente i cittadini nel Parlamento, oltre che portare tra i cittadini i riscontri delle proprie azioni nelle istituzioni.
2. Lo scontro tra i fronti e la votazione popolare
Sono contravvenzioni in diritto i reati cui è comminata la multa (art. 103 CPS). Nell’ambito della circolazione stradale, la multa ha lo scopo disciplinare il conduttore che ha commesso un’infrazione della circolazione stradale.
Tuttavia si apprende ad intervalli regolari dai mass media che il Consiglio di Stato si rallegra che le finanze migliorino grazie al numero di infrazioni inflitte e che di conseguenza la cifra incassata sia sempre al rialzo. Questa voce è parte integrante dei ricavi dello Stato. Si trattasse di un’attività commerciale a scopo di lucro, lo scopo consisterebbe nell’incrementare la cifra d’affari. Tuttavia lo Stato non è una società anonima. L’approccio teso a maggiori ricavi da contravvenzioni stradali è palesemente in contraddizione con il proposto previsto dalla legge in materia di contravvenzioni: DISCIPLINARE. Lo Stato sarebbe invece tenuto ad impegnarsi a diminuire le infrazioni con precise strategie e a metterle in atto.
Tra settembre 2016 e marzo 2017 ho contattato vari uffici dell’Amministrazione cantonale [AreaLiberale dispone della corrispondenza e-mail] alla ricerca dei dati relativi al numero di radar fissi e mobili installati in tutto il territorio del nostro Cantone, l’anno della posa, il numero degli scatti provenienti da questi apparecchi e le multe incassate. L’ottenimento di tali informazioni presso l’Amministrazione cantonale non è risultato per nulla facile e le risposte mancano tutt’oggi. Ogni unità (Sezione della circolazione, Polizia stradale, Via Sicura, Dipartimento dell’economia, ecc.) non ha saputo fornire queste spiegazioni nell’arco di 6 mesi di attivi contatti. I rapporti pubblicati dalla polizia stradale sono parzialmente generici e non contengono le informazioni ricercate.
Lo scopo della ricerca è semplicemente capire se la posa dei radar ha effettivamente portato a una significante diminuzione delle infrazioni stradali onde giustificare l’investimento per questi apparecchi ed i relativi incassi.
3. Domande
Tutto ciò premesso, ci pregiamo chiedere al lodevole Consiglio di Stato a nome dell’autrice dell’interpellanza quanto segue.
1) Da quando nel Canton Ticino sono stati posati i radar fissi e mobili?
2) Quanti sono tali apparecchi e dove sono ubicati? Si prega di fornire i dati annuali dal 2015 ad oggi.
3) Quanti scatti di fotografie sono stati realizzati dalla posa di ogni apparecchio? Si prega di fornire dati annuali dal 2015 ad oggi.
4) Quanti scatti sono risultati nella detezione di un’infrazione?
5) Quanti sono i veicoli immatricolati nel Canton Ticino dal 2015 fino ad oggi? Si prega di fornire dati annuali.
6) A quanto ammontano gli incassi da multe comminate grazie all’uso di radar durante il medesimo periodo? Si prega di fornire dati annuali dal 2015 ad oggi.
7) Quanto sono costati i suddetti radar? Si prega di fornire dati annuali dal 2015 ad oggi.
8) In quanti anni vengono mediamente ammortizzati i suddetti radar?
9) Chi sono i fornitori di questi radar?
10) Se i radar hanno scopo di prevenzione, perché i proventi delle multe costituiscono una voce di ricavo del Cantone anziché finire per esempio in un fondo dedicato al finanziamento di misure preventive e dissuasive di ulteriori contravvenzioni?
11) Come sono stati impiegati i proventi delle infrazioni e con quali risultati? Si prega di menzionare le fonti di documentazione accessibile al pubblico.
12) Esiste una puntuale statistica sull’evoluzione delle infrazioni e se no perché non viene allestita?
Con distinti ossequi.
Paolo Pamini e Sergio Morisoli, per conto di una cittadina del Mendrisiotto
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