
È stato presentato oggi il progetto del Partito socialista per l'ex Macello di Lugano. Tramite una mozione (primo firmatario Martino Rossi), i socialisti chiedono che la struttura venga trasformata in una cittadella del volontariato e della solidarietà.
Una risposta a chi vorrebbe invece insediarvi la Scuola media, malgrado il parere contrario del DECS.
"L’edificio è bene culturale protetto a livello locale, è un oggetto di archeologia industriale" sostiene il PS. "La sua ristrutturazione architettonica deve salvaguardare al meglio, oltre al suo aspetto esteriore, i suoi spazi interni caratteristici, difficilmente piegabili alle esigenze di un Istituto scolastico moderno."
I socialisti ricordano che circa un terzo degli spazi dell'ex Macello è concesso al Centro sociale autogestito (CSOA) tramite una convenzione stipulata nel dicembre del 2002 fra il Consiglio di Stato, il Comune di Lugano e il CSOA. Il CSOA, spiegano i socialisti, ha svolto in quella sede attività di animazione culturale, ricreativa e anche di accoglienza sociale, in contatto con il Dicastero Giovani ed Eventi della Città. Altri spazi sono parzialmente utilizzati per depositi e laboratori, sia da enti privati, sia da servizi comunali.
Il primo ottobre 2012, il Consiglio comunale ha discusso ampiamente della presenza del CSOA e delle sue attività all’ex-Macello, in relazione anche ad alcuni episodi controversi e alle rimostranze di alcuni vicini disturbati dai momenti di maggiore affluenza (concerti, feste). L’orientamento largamente prevalente degli interventi (anche di quello a nome del Municipio) ha valutato come modesti gli inconvenienti generati dalla presenza del CSOA all’ex-Macello, come giustificata la presenza del CSOA fino al reperimento di un’alternativa di ubicazione per il centro autogestito, come opportuna la ricerca di questa sede alternativa, anche perché gli edifici sono in stato di degrado, parzialmente forse anche di pericolo, e comunque poco decorosi e sottoutilizzati.
Il Gruppo PS aveva già allora segnalato la necessità che il Municipio si determinasse rispetto al suo ultimo messaggio del 2003 e aveva espresso il suo indirizzo preferenziale per il riuso dell’ex-Macello: indirizzo di tipo sociale e/o culturale, non calato dall’alto, bensì definito coinvolgendo e valorizzando i molti enti di utilità pubblica che si muovono in città senza fini commerciali in ambito sociale e culturale, CSOA compreso.
Il PS cita il “Tavolino Magico”, che raccoglie e distribuisce alimenti a persone in difficoltà; “VestiTivesto”, che svolge funzione analoga nella raccolta e distribuzione di vestiti usati e si aggiunge a iniziative analoghe di Croce Rossa e di Caritas; la mensa sociale di Fra Martino e delle ACLI (prima a Viganello, da poco alla Resega), che offre anche servizi di doccia e di bucato; Casa Astra di Mendrisio, che alloggia transitoriamente non pochi “senza tetto” (segnalati anche dai servizi sociali di Lugano), come pure l’esperienza, poi interrotta, del “Gattile” di Lugano.
La struttura dell’ex-Macello si presterebbe secondo il PS in modo ottimale a diventare una “cittadella del volontariato e della solidarietà” che offra spazi idonei alle iniziative sociali private senza scopo di lucro, in cui siano presenti antenne dei servizi sociali comunali e cantonali, dove si trovino i “servizi d’emergenza” il cui bisogno è ormai riconosciuto e comprovato, dove sia possibile anche attivarsi in attività lavorative temporanee, dove si possa anche socializzare e fruire di offerte di informazione, di svago, di cultura e arte, senza la barriera per alcuni invalicabile dei prezzi di mercato, valorizzando in questo ambito l’impegno del CSOA stesso, se disponibile, dove i servizi sociali privati e pubblici possano facilmente coordinare le loro attività per una maggiore efficacia nel loro lavoro sociale “di frontiera”.
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