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Crisi energetica
“Una città al buio dall’1 alle 5 di notte”. È la ricetta della SES per ridurre il consumo energetico
© Shutterstock
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Teleticino
4 anni fa
Per far fronte alla crisi energetica la Società Elettrica Sopracenerina è corsa ai ripari proponendo una serie di soluzioni ai comuni allacciati alla sua rete elettrica. “Permetterebbe di risparmiare mille franchi al giorno”. Ma non mancano gli scetticismi.

Una città al buio dall’1 alle 5 di notte, da novembre a marzo. È la ricetta pensata dalla Società Elettrica Sopracenerina (SES) per far fronte alla crisi energetica. La SES ha scritto a tutti comuni del suo comprensorio una serie di proposte per ridurre i consumi, fra queste lo spegnimento totale dell’illuminazione pubblica di notte, la rinuncia alle luci natalizie e lo spegnimento delle luci che illuminano gli edifici.

“Una misura che potrebbe essere messa in atto con facilità”

Certo è l’aumento del costo dell’elettricità per il 2023, incerta è la situazione che dovremo affrontare questo inverno. Le prospettive non sono rosee, e parlano anche di possibili contingentamenti. “Non esistono misure non invasive che permettono di ridurre il consumo di elettricità”, ha spiegato a ticinonews Pier Angelo Ceschi, vicedirettore SES. “Questa è un’idea che potrebbe essere messa in atto con una certa facilità, ma richiede la partecipazione compatta dei comuni e del Cantone. Potrebbe anche succedere che sia la Confederazione, nel caso arrivassimo in una situazione di gestione della penuria energetica, a decidere un obbligo di spegnimento o una serie di altre misure”.

Verrebbero risparmiato mille franchi al giorno

Ma quanto si risparmierebbe con uno spegnimento totale dell’illuminazione pubblica?  “Il fabbisogno per l’illuminazione pubblica, su tutto il consumo di elettricità, ammonta a circa l’1%. Spegnendo dal’1 alle 5 le luci risparmieremmo ogni giorno quello che un’economia domestica consuma in un anno, all’incirca mille franchi al giorno.”

Problema sicurezza

“I passaggi pedonali devono essere illuminati, siamo obbligati a farlo, ma se i lampioni dovessero essere spenti e si verificasse un incidente chi risponderebbe? Il comune, la Sopracenerina o il Cantone?” Questa la domanda che si pone Pierluigi Zanchi, capodicastero sicurezza e Città dell’energia di Locarno.

 

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