
Sorgerà a Bellinzona, all’interno del terreno dell’ex arsenale cantonale. La notizia della sua realizzazione era trapelata in Gran Consiglio durante un recente intervento del ministro Luigi Pedrazzini sul tema della sicurezza. Oggi, i dettagli alla stampa, dopo che il Cantone e l’amministrazione federale delle dogane hanno firmato lo scorso 11 marzo una convenzione che ne regola l’utilizzo. “Si chiamerà centro comune di condotta”. Comune in quanto riunirà sotto un unico tetto il comando della polizia cantonale, quello delle guardie di confine, ma soprattutto avrà un’unica centrale d’allarme, dove giungeranno i numeri d’urgenza. L’auspicio del ministro Pedrazzini è che il centro – il cui costo dovrebbe aggirarsi attorno a 15 milioni di franchi – possa vedere la luce entro la fine della prossima legislatura. Entro quella data, le guardie di confine dovranno dunque fare le valige e lasciare la centrale di Chiasso e il comando di Paradiso. Vero cuore pulsante del progetto sarà la centrale d’allarme, che coordinerà gli interventi dei due corpi. Ma in futuro vi si potranno allacciare tutte le forze di sicurezza attive sul territorio, secondo il progetto Cecal, la centrale cantonale d’allarme.
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