
Il Consiglio di Stato non ritiene "né giustificato né opportuno" proporre l'istituzione di una cassa malati pubblica e intercantonale in concorrenza con le casse malati private.
È quanto si legge nel messaggio con il quale il Governo propone al Gran Consiglio di respingere una mozione in tal senso presentata nel novembre 2014 da Michela Delcò Petralli (Verdi).
Il Consiglio di Stato ricorda che l'idea di una cassa malati pubblica è stata respinta sia a livello nazionale (con il 61,8% di voti contrari), sia a livello ticinese (55,5%), il 28 settembre 2014.
La mozione di Delcò Petralli propone però una versione diversa dall'oggetto sottoposto in votazione, visto che si parla di "una cassa malati pubblica, intercantonale, in concorrenza con le casse malati private".
"Sarebbe possibile crearla"
Il Consiglio di Stato spiega che la creazione di una cassa malati, ancorché pubblica, in concorrenza con le altre esistenti, "è possibile senza interventi sul piano federale, in particolare senza necessità di una revisione della Lamal."
"Ma ci sono parecchie esigenze da soddisfare"
Per ottenere la necessaria autorizzazione d'esercizio, è però necessario soddisfare una serie di esigenze poste dall'Ufficio federale della sanità pubblica, tra cui "disporre di un'organizzazione e di una gestione garanti dell'osservanza delle prescrizioni legali, disporre di un capitale di partenza sufficiente, essere sempre in grado di soddisfare gli obblighi finanziari, disporre delle riserve necessarie, garantire la parità di trattamento degli assicurati e accettare, nei limiti del corrispettivo raggio di attività territoriale, ogni persona tenuta ad assicurarsi."
"Il Cantone non potrebbe abbassare i premi"
Il Governo spiega quindi che "anche in una cassa pubblica, i premi devono riferirsi ai costi e non possono essere mantenuti più bassi artificiosamente. Un intervento finanziario del Cantone con questo scopo porrebbe immediatamente la cassa in una situazione di disparità di trattamento per rapporto alle altre casse operanti sul territorio, ricadendo nell'inammissibilità legale."
"Impossibile prevederne il successo"
"La difficoltà nel calcolo dei premi per la cassa malati pubblica così come disegnata, starebbe nell’impossibilità di prevederne il successo in termini di numero e tipologia di assicurati, in un contesto in cui, ad ogni modo, la cosiddetta “caccia ai buoni rischi” ha perso in gran parte di interesse, grazie all’affinamento del meccanismo della compensazione dei rischi, con conseguente avvicinamento dei premi praticati dalle diverse casse" scrive ancora il Consiglio di Stato.
"Bisognerebbe aumentare le tasse"
Inoltre, sottolinea il Governo, "l’apparato amministrativo dovrebbe essere creato ex-novo, l’acquisizione di competenze, l’organizzazione della raccolta dati e l’implementazione di modelli matematici per attualizzare proiezioni di costo e creare piattaforme informatiche comporterebbe un impiego di risorse finanziarie sproporzionato, ancora una volta finanziato dal Cantone e ricuperato con una maggiore pressione fiscale."
"La LVAMal dovrebbe migliorare la trasparenza"
Infine il Consiglio di Stato scrive che la LVAMal, "entrata in vigore il 1° gennaio 2016 e la cui efficacia potrà essere misurata compiutamente solo tra qualche anno, dovrebbe migliorare la trasparenza dell’agire delle casse malati, assicurando una calcolazione dei premi coerente con il volume di costi previsti e sopportati, garantendo dei risultati d’esercizio difendibili e impedendo accumuli di riserve ingiustificati."
"La mozione va respinta"
In conclusione, il Governo ritiene che una cassa malati pubblica non risolverebbe il problema dell'aumento dei premi, ma porrebbe invece grosse incognite sulla sua istituzione e la sua gestione.
Per questi motivi, come detto, il Consiglio di Stato è contrario la proposta di Delcò Petralli. Ad esprimersi sarà in ogni caso il Gran Consiglio.
AS
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