
Neanche un’ora prima dell’arrivo della polizia alla pensione La Santa a Viganello, la vittima e uno dei presunti autori, entrambi ospiti, avevano postato una foto insieme. Come un momento tra conoscenti abbia potuto così rapidamente trasformarsi in un violento fatto di sangue, scatenato apparentemente per futili motivi, è il grande interrogativo nelle mani degli inquirenti. A porsi la domanda, oggi, anche tutti gli altri ospiti della pensione, che TeleTicino ha incontrato al bar, ancora visibilmente scossi. Come Marlene, da tempo amica della vittima, che racconta cosa ha sentito.
"Verso le 18.45 circa questo mio amico era un po’ brillo, spintonava le porte, specialmente di una ragazza che vive qui. Quest’altro ragazzo coinvolto ha iniziato a gridargli, anche lui ubriaco, di smetterla, di non fare così. Poi sono arrivati, dopo neanche due-tre minuti, alle mani".
Inizialmente la polizia era stata allertata per una persona colta da malore. Ma poi il rinvenimento del cadavere al secondo piano della pensione, nonché le percosse sul corpo della vittima, un 35enne del Bellinzonese, hanno subito portato al fermo di due uomini: un 34enne austriaco del Luganese, e un 43enne svizzero del Mendrisiotto, entrambi conosciuti alle forze dell’ordine per questioni legate alla droga. Le accuse sono di assassinio o in via subordinata di omicidio intenzionale. Il 43enne ha nel frattempo negato un suo coinvolgimento, affermando di aver semplicemente assistito alla scena, riferisce la Rsi.
La Polizia oggi è ritornata sul posto per proseguire con le indagini. La scientifica ha sequestrato diversi referti dalla camera, tra cui lo stelo di un grosso lampadario. E se l’interrogatorio condotto dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni potrà forse chiarire quegli attimi fatali, le parole di Marlene sulla vittima parlano invece di una realtà che chiama in causa la società tutta. Una parte di Ticino racchiusa tra quelle mura dove, come in altre pensioni, trovano alloggio persone in assistenza, in difficoltà, richiedenti l’asilo.
"Ci vedevamo spesso, chiacchieravamo… Stavo bene in sua compagnia, l’ho sempre reputato una brava persona. Lui purtroppo si è buttato sull’alcol: non aveva un lavoro, probabilmente era anche depresso. Cos’è che ha detto? Mi sento un relitto, qualcosa del genere. Mi dispiace. Ho visto anche la sua ragazza, avevano avuto diversi diverbi ma si volevano ancora bene. Io lo ricorderò davvero come una brava persona. Un po’ vittima della società, tutto qua".
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