
La questione dei migranti di Como ha ormai varcato i confini cantonali fino ad approdare in Canton Vaud.
Negli scorsi giorni l’attivista di Amnesty International Denise Graf aveva denunciato delle "violazioni della convenzione sui diritti dei bambini", in riferimento ai circa 80 minori non accompagnati che alloggiano in zona stazione San Giovanni.
In risposta a questa accuse l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) aveva replicato ricordando che tra Svizzera e Italia è in vigore una convenzione internazionale in materia di respingimento, valida si per gli adulti che per i minorenni che non soddisfano i criteri di ammissione in Svizzera.
A tornare alla carica sul tema è la consigliera nazionale socialista vodese Cesla Amarelle, che in un’intervista rilasciata a RTS attacca l’AFD, il Ticino e l’Italia: “Quando si prende una simile decisione nei confronti e per un bambino, bisognerebbe almeno farlo accompagnare da una persona di fiducia”.
“Ed è qui che Svizzera e Italia peccano" ha rincarato. "Avrebbero dovuto assegnare dei tutori a questi 80 minori non accompagnati”
La consigliera nazionale è pure preoccupata dalla nascita di una vera e propria bidonville a due passi dal confine elvetico: “Tutte le esperienze in questo senso ci hanno dimostrato che sul lungo periodo queste zone di transito diventano delle immense bidonville”.
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