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Ticino
Un 'videogioco' da tavolo e un laboratorio per sensibilizzare sulla tecnologia
Redazione
5 mesi fa
Il Centro di risorse didattiche e digitali del DECS ha lanciato due iniziative che mirano a sensibilizzare i giovani ad utilizzare la tecnologia con consapevolezza. A Ticinonews, il direttore Daniele Parenti ci spiega quali sono gli obiettivi.

Un gioco da tavolo dal titolo 'videogame' e un laboratorio di artigianato digitale. Sono queste le due ultime iniziative del Centro di risorse didattiche e digitali del DECS per sensibilizzare i giovani sui videogiochi e sull'utilizzo della tecnologia in maniera consapevole. Il direttore del Centro, Daniele Parenti, ha spiegato a Ticinonews il funzionamento dei due progetti.

Quali sono i rischi di un uso eccessivo o non consapevole di questi sistemi? 

"È chiaro, i videogiochi sono un primo approccio al digitale che molto spesso i bambini hanno ed è per questo che noi abbiamo sentito il bisogno urgente di lavorare sull'educazione all'uso consapevole anche dei videogiochi. Ci sono vantaggi e svantaggi. Uno dei pericoli è quello legato alla dipendenza: si perde il contatto con l'attività fisica e i contenuti spesso non sono adatti all'età. Frequentemente, poi, i videogiochi chiedono di acquistare, quindi c'è una logica commerciale pericolosa. All'interno di questo percorso didattico cerchiamo di fare  sensibilizzazione. Non da ultimo, nei videogiochi spesso si nasconde anche una dimensione social: cadere in dinamiche di cyberbullismo è possibile e bisogna fare un lavoro precoce".

Questo lavoro può essere fatto attraverso un gioco da tavolo, ci spiega come funziona? È un percorso didattico che si fa a scuola? 

"Esatto, questo è un altro aspetto che ci teniamo a ribadire: è un gioco analogico, quindi i bambini lavorano sulla logica dei videogiochi ma senza toccarli. Viene fatta una formazione ai docenti ed è un classico gioco da tavolo, con una barchetta e dei dadi che vengono tirati, simulando anche le dinamiche di un videogioco. Posso dirvi che genera anche qualche frustrazione nei bambini; per esempio, se non si acquistano degli elementi non si può andare oltre".

Abbiamo parlato di due iniziative: il secondo progetto è il laboratorio di artigianato digitale di Bellinzona. Ci spiega a chi è rivolto e di cosa si tratta? 

"Abbiamo due laboratori di artigianato digitale, si tratta di un'iniziativa che esiste dal 2018. Sono laboratori in cui arrivano i bambini e dove si crea. Al centro c'è la creatività e si possono usare strumenti digitali, ma anche strumenti analogici, come un trapano a colonna, un martello, un cacciavite, una stampante 3D e un computer. L'idea è di sviluppare e creare. Questi laboratori sono stati pensati per le scuole e abbiamo deciso di aprirli al pubblico. A Mendrisio c'è Filanda e abbiamo scelto di fare la stessa cosa anche a Bellinzona".