
In data odierna, la deputa PPD Sara Beretta Piccoli, assieme ad altri dieci firmatari (Sabrina Gendotti, Matteo Quadranti, Sergio Morisoli, Graziano Crugnola, Germano Mattei, Gianrico Corti, Marcello Censi, Raoul Ghisletta, Alex Pedrazzini, Bruno Storni), ha sottoposto una interpellanza al Consiglio di Stato riguardante il viadotto il "Brentino".
Secondo i firmatari "il braccio di strada interrotto, detto viadotto "Brentino", fu l’inizio di un progetto a dir poco ambizioso. Quello della circonvallazione di Lugano, iscritta nel piano regolatore della città del 1964. Chi lo disegnò voleva creare una strada che aggirasse il nucleo storico di Lugano. Il percorso: dall’uscita dell’A2, a Lugano sud, la strada sarebbe dovuta salire lungo la ferrovia fino in stazione per poi scendere lungo via Tesserete e raggiungere Cornaredo". Per Beretta Piccoli e gli altri "l’idea sembrava buona, ma non venne mai realizzata".
Gli interpellanti citano poi il già responsabile della sezione Pianificazione-ambiente della Città di Lugano Brunello Arnaboldi, secondo cui "A quei tempi si progettava con grande euforia. Era un concetto un po’ all’americana, basta pensare che in val Tassino lo svincolo era disegnato su quattro piani e la rotonda di Cornaredo era disegnata grande quanto lo stadio".
"Il progetto, cominciato con il "Brentino", costava troppo e i comuni toccati non avevano intenzione di mettere mano al portafoglio. Così, il Gran Consiglio, bocciando il credito per una prima tappa, nel 1985, mise la parola fine sulla circonvallazione di Lugano", ricordano i deputati.
In una interrogazione del 9 luglio 2012, la deputata in Gran Consiglio Amanda Rückert chiedeva lumi circa il destino riguardante l’uscita autostradale di Lugano sud, ed in particolare della rampa detta "il Brentino". L’allora Consigliere di Stato Marco Borradori rispondeva che: "La questione legata all'eventuale abbattimento del viadotto Brentino, sarà ripresa al momento in cui l'opera diventerà definitivamente di proprietà del Cantone". Passaggio di consegne concretizzatosi poi nel 2015, rimarcano gli interpellanti nel porre le seguenti domande al Consiglio di Stato:
1) Dopo l’avvenuta acquisizione del viadotto Brentino da parte del Cantone, quali valutazioni sono state fatte?
2) L’infrastruttura, di oltre 50 anni, è ancora sicura? Quali accertamenti sono stati fatti in merito?
3) È stato lanciato un concorso d’idee per una eventuale nuova destinazione?
4) Se no, si intende abbattere definitivamente ciò che resta dello svincolo non in uso?
5) Quali i costi dell’eventuale abbattimento?
6) Sono stati coinvolti i due comuni toccati da questa installazione fatiscente? Se sì, in che misura?
7) In merito all’uscita Lugano Sud, è prevista la posa di ripari fonici da parte del cantone, a tutela delle abitazioni e degli abitanti circostanti? Quali le eventuali ripartizioni tra Comuni e Cantone?
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

