
Destinare volontariamente una parte del proprio stipendio agli acquisti presso aziende locali, ottenendo in cambio un incentivo fiscale. È il principio alla base dell’iniziativa parlamentare presentata dal Centro e dai Giovani del Centro, che propone l’introduzione in Ticino di un «ticket stipendio».
Il meccanismo prevede che lavoratori dipendenti e indipendenti possano destinare fino al 5% del proprio stipendio, per un massimo di 5 mila franchi all’anno, a questo strumento. «Abbiamo elaborato una proposta che vuole aiutare le piccole e medie imprese ticinesi e il ceto medio», spiega Giovanna Pedroni, presidente dei Giovani del Centro. Chi aderisce riceverebbe un incentivo fiscale pari al 25% della somma destinata al ticket: «Una parte verrebbe quindi ritornata al lavoratore. Pensiamo che possa essere una misura molto interessante».
Il ticket
Il ticket potrebbe assumere diverse forme. «Può essere una tessera fisica oppure digitale, inserita nel wallet del telefono», spiega Luca Taglialatela, vicepresidente dei Giovani del Centro. L'idea è quella di sfruttare tecnologie di pagamento già ampiamente diffuse, «ma utilizzando una tessera creata ad hoc per il Canton Ticino». Secondo Pedroni, lo strumento potrebbe diventare interessante anche per le aziende: «Potrebbe essere un ottimo biglietto da visita per i datori di lavoro. Alcune grandi imprese potrebbero anche scegliere di versare un contributo supplementare, aumentando così il valore del ticket stipendio».
Resta poi da stabilire quali attività commerciali potrebbero aderire. «Il criterio principale a cui abbiamo pensato è il domicilio fiscale registrato in Canton Ticino», precisa Taglialatela. Un parametro che, secondo i promotori, permetterebbe di individuare le imprese che pagano le proprie imposte nel Cantone e che potrebbero quindi entrare nel circuito.
Obiettivo
L'obiettivo dichiarato è creare un meccanismo capace di incentivare i consumi sul territorio. «Se riusciremo ad avere un maggiore consumo locale, automaticamente potranno esserci anche maggiori entrate fiscali», sostiene Pedroni, secondo cui gli effetti della misura potrebbero quindi riflettersi anche sulle finanze cantonali nel lungo periodo.
Per il Cantone, aggiunge infine Taglialatela, si tratterebbe soprattutto di predisporre il sistema di verifica delle transazioni: «Il compito sarebbe principalmente contabile: verificare che gli acquisti effettuati con il ticket stipendio avvengano sul territorio cantonale». Le transazioni riconosciute come valide verrebbero quindi conteggiate per determinare l'incentivo fiscale da riconoscere al lavoratore a fine anno.

