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Ticino
Un ticinese trasformerà le casse malati
Redazione
13 anni fa
Ignazio Cassis dirige la nuova associazione di casse malati. “Ma se alle parole non seguono i fatti, sosterrò la cassa unica”

Ha destato una certa sorpresa, la notizia dell’uscita di CSS, Helsana e Sanitas da Santésuisse per formare una nuova associazione, “Curafutura”. Una scissione tra le casse malati? O cos’altro c’è dietro? E come mai alla presidenza è stata nominata una personalità, il consigliere nazionale ticinese Ignazio Cassis, che spesso si è mostrata ostile proprio verso le stesse casse malati? Abbiamo chiesto delucidazioni direttamente al neopresidente dell’associazione, Ignazio Cassis. Collaborazione tra casse con valori simili "Due di questi tre assicuratori erano finora attivi all'interno di Santésuisse, con quasi tutte le altre casse malati. Col passar del tempo si sono accorti che era difficile portare visioni innovative all'interno di quell'associazione” spiega il consigliere nazionale PLR. “Trovare delle soluzioni consensuali fra tante teste così diverse diventava impossibile. Allora queste tre casse malati hanno maturato il convincimento che sarebbe stato opportuno collaborare tra assicuratori con valori simili." Migliorare un’immagine deteriorata Un altro motivo della creazione di Curafutura è la necessità di migliorare l’immagine delle casse malati tra la popolazione. "L’immagine delle casse malati è peggiorata molto, soprattutto in questi ultimi dieci anni” afferma Cassis. “La conseguenza di questa immagine negativa è che prima o poi spariranno, se non cambiano. E ciò stravolgerebbe il nostro sistema sanitario liberale, che tutti noi apprezziamo. I segnali sono chiari, per esempio l'iniziativa sulla cassa unica, che è sintomo di un malessere tra la popolazione." “Ma è possibile che non ve ne rendiate conto?” Un malessere di cui molte casse malati non si renderebbero conto. "Io ho sempre detto loro: “ma è possibile che non vi rendiate conto di questo malessere?” Spesso sembra che gli assicuratori non abbiano il polso della popolazione. Per fortuna queste tre importanti casse malati hanno preso coscienza che c'è un problema e hanno deciso di voler cambiare. Perché il nostro sistema sanitario, tutto sommato, ha dato fin qui dei buoni frutti e non vorremmo che per via di un'immagine negativa nella popolazione, si stravolga il tutto, con grossi rischi per il futuro.” “Inizialmente ero scettico, però…” “Mi hanno contattato tre settimane fa, per chiedermi se ero disposto a sostenere questo cambiamento” racconta Cassis. “Inizialmente ho mostrato un certo scetticismo. Anzi, non avrei proprio voluto entrare in materia. Ma poi ho guardato la loro carta dei valori, ho visto le cose che vogliono cambiare e allora mi sono deciso a dare una mano per fare un passo in avanti. Questo perché credo nel nostro sistema liberale sanitario e credo che occorra mantenerlo. Migliorarlo, ma senza rivoluzioni. Inoltre uno dei principi della mia vita è il seguente: “chi identifica un problema e non fa nulla per risolverlo, diventa parte del problema”. “Ma senza fatti, sosterrò la cassa unica” “Certo, per ora sono parole e intenzioni” prosegue Cassis. “Ma se nei prossimi mesi e anni alle parole non seguiranno i fatti, allora li lascerò al loro destino e sosterrò anch’io la cassa malati unica. Ma almeno avrò provato!” La forza di cambiamento L’associazione è fondata da tre assicuratori, ma le porte sono aperte a tutti. “Oggi anche le altre casse malati faranno una riflessione. È questo che mi affascina, vedere quale sarà la forza di cambiamento. Noi siamo aperti a tutti: le uniche condizioni che poniamo sono quella di accettare la carta dei valori e di essere soltanto membri di curafutura.” I valori di “ curafutura” I valori contenuti nella carta sono molteplici. “Innanzitutto si chiede un sistema sanitario sostenibile, che cresca in equilibrio con la disponibilità di noi cittadini a

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