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La testimonianza
Un ticinese a Dubai: «Situazione particolare, ma non bisogna cadere nel panico»
2 ore fa
Secondo l'imprenditore Matteo Boffa, residente da 10 anni negli Emirati Arabi Uniti, nel contesto attuale occorre adottare un approccio pragmatico. «Si devono prendere decisioni ponderate, evitando scelte drastiche».

«La situazione è particolare, ma non dobbiamo creare panico inutile. Vedo molti ambiti, soprattutto sui social media, in cui si forniscono informazioni sbagliate, non corrette. Questo fomenta la paura sia di chi è qui, sia di chi è a casa ad aspettarci». Così si è espresso a Ticinonews Matteo Boffa, imprenditore ticinese che vive a Dubai dal 2016, raccontando come sta vivendo il nuovo contesto venutosi a creare in Medio Oriente dopo l’attacco sferrato all’Iran da Stati Uniti e Israele. «Non voglio usare la parola panico, perché non si tratta di questo. Come detto, ci troviamo in una situazione inusuale per gli Emirati Arabi Uniti, e ci tengo a evidenziare una grossa differenza tra le persone che si trovano negli Emirati per questioni di lavoro, transito, viaggio, o vacanze, rispetto a noi che siamo residenti qui da diverso tempo: per noi questa è casa, si tratta di un posto che riteniamo sicuro. Diamo piena fiducia sia alle autorità emiratine per la nostra protezione, sia al grandissimo lavoro svolto dall'ambasciata svizzera e dal consolato nei confronti di chi è qui con un passaporto elvetico». 

Notifiche di allarme

A livello di informazioni alla popolazione «abbiamo un sistema di notifiche di allarmi sul cellulare. Tutti i telefonini attivi con rete ricevono quindi un messaggio contenente indicazioni chiare - sia in arabo che in inglese -, concernenti l’entrare in casa o lo stare lontano dalle finestre. Siamo molto tutelati», ha proseguito Boffa. «Personalmente, mi è successo solo una volta di ricevere questo tipo di notifiche; eravamo in tre o quattro in casa simultaneamente e abbiamo udito questo forte suono provenire dai nostri cellulari, dopodiché abbiamo sentito alcuni botti».

L'approccio da adottare

Boffa ha comunque voluto sottolineare come a Dubai si stiano tutti sforzando di portare avanti una quotidianità che sia il più regolare possibile. «Oggi, attorno alle 15-16, è stato emanato un comunicato ufficiale da parte del governo in cui si chiedeva proprio di cercare il più possibile di vivere una vita normale, di non divulgare informazioni se non certificate e di non accorrere nei supermercati per fare scorte». Nel proprio piccolo «si tenta insomma di fare quel che si può. Io provo a proteggere mia figlia e mia moglie prendendo decisioni ponderate ed evitando scelte drastiche, come quella, ad esempio, di spostarsi in Oman, in cui si trovano adesso dei miei amici che fanno fatica a rientrare». Secondo Boffa «adottare un approccio pragmatico, seguire quanto viene detto dalle persone al governo e dalla nostra ambasciata, è l'atteggiamento più corretto. E senza cadere nel panico, perché se io cado in panico mia moglie fa lo stesso e rischiamo davvero di finire in un turbinio di azioni che possono portare a dei danni e non a dei benefici».

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