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Ticino
Un terzo del Parlamento contro il Rally del Ticino
L’edizione 2017 del Rally, sulle strade del Mendrisiotto. Immagine Crinari
L’edizione 2017 del Rally, sulle strade del Mendrisiotto. Immagine Crinari
Daniele Coroneo
5 anni fa
27 granconsiglieri scrivono al Consiglio di Stato chiedendo se intenda ancora concedere manifestazioni di questo genere

Ben 27 granconsiglieri, quasi un terzo del gremio, alzano la voce contro il Rally del Ticino, la cui 23esima edizione si è tenuta in settembre sulle strade della Val Colla e della Valle di Blenio. Lo fanno inoltrando al Consiglio di Stato un’interrogazione redatta dai Verdi ma sottoscritta da rappresentanti di Ps, Ppd, Plr, Lega e Più Donne.

“Disagi importanti”
“Sappiamo ormai bene che oltre a comportare disagi importanti alla popolazione della regione interessata dalle gare (interi tratti di strada chiusi a qualsiasi tipo di traffico per la giornata, rumore, congestionamenti e parcheggi alla selvaggia dovuti all’affluenza di spettatrici e spettatori), questa manifestazione genera importanti impatti ambientali (immissione di grandi quantità di polveri fini, gas a effetto serra, rumore...) e rappresenta rischi concreti per l’incolumità degli stessi automobilisti, delle persone presenti nei pressi del tracciato, così come quella di animali domestici e da allevamento che possono inavvertitamente trovarsi sul percorso. Per far fronte a questi tipi di rischi, l’evento necessita di notevoli dispiegamenti di forze dell’ordine e di risorse paramediche”, osservano i deputati firmatari.

Cattivo esempio
Inoltre, secondo gli interroganti, “competizioni motoristiche come il Rally Ronde del Ticino promuovono pratiche di guida pericolose, inquinanti e in completo contrasto con le norme di circolazione vigenti e i vari programmi di sensibilizzazione messi in atto per giovani conducenti”.

Le domande
Su queste premesse, i deputati chiedono al Governo se intenda, “per i prossimi anni, concedere l’autorizzazione per lo svolgimento di ulteriori edizioni del Rally Ronde del Ticino o di manifestazioni motoristiche simili”. Se sì, i deputati domandano come il Consiglio di Stato intenda porsi “di fronte alle problematiche che tale evento genera direttamente sul territorio” e “come giustifica la concessione di tale autorizzazione”, “a fronte degli impegni presi nei confronti della popolazione in materia di protezione ambientale e climatica e di promozione della sicurezza stradale”.

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