
Ben 27 granconsiglieri, quasi un terzo del gremio, alzano la voce contro il Rally del Ticino, la cui 23esima edizione si è tenuta in settembre sulle strade della Val Colla e della Valle di Blenio. Lo fanno inoltrando al Consiglio di Stato un’interrogazione redatta dai Verdi ma sottoscritta da rappresentanti di Ps, Ppd, Plr, Lega e Più Donne.
“Disagi importanti”
“Sappiamo ormai bene che oltre a comportare disagi importanti alla popolazione della regione interessata dalle gare (interi tratti di strada chiusi a qualsiasi tipo di traffico per la giornata, rumore, congestionamenti e parcheggi alla selvaggia dovuti all’affluenza di spettatrici e spettatori), questa manifestazione genera importanti impatti ambientali (immissione di grandi quantità di polveri fini, gas a effetto serra, rumore...) e rappresenta rischi concreti per l’incolumità degli stessi automobilisti, delle persone presenti nei pressi del tracciato, così come quella di animali domestici e da allevamento che possono inavvertitamente trovarsi sul percorso. Per far fronte a questi tipi di rischi, l’evento necessita di notevoli dispiegamenti di forze dell’ordine e di risorse paramediche”, osservano i deputati firmatari.
Cattivo esempio
Inoltre, secondo gli interroganti, “competizioni motoristiche come il Rally Ronde del Ticino promuovono pratiche di guida pericolose, inquinanti e in completo contrasto con le norme di circolazione vigenti e i vari programmi di sensibilizzazione messi in atto per giovani conducenti”.
Le domande
Su queste premesse, i deputati chiedono al Governo se intenda, “per i prossimi anni, concedere l’autorizzazione per lo svolgimento di ulteriori edizioni del Rally Ronde del Ticino o di manifestazioni motoristiche simili”. Se sì, i deputati domandano come il Consiglio di Stato intenda porsi “di fronte alle problematiche che tale evento genera direttamente sul territorio” e “come giustifica la concessione di tale autorizzazione”, “a fronte degli impegni presi nei confronti della popolazione in materia di protezione ambientale e climatica e di promozione della sicurezza stradale”.
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