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Ticino
Un territorio da reinventare
Redazione
11 anni fa
Claudio Zali a confronto con Christian Vitta, Henrik Bang, Giovanni Berardi, Alain Bühler ed Elisabetta Gianella, stasera a Piazza elezioni

Edificare è ancora possibile? Ma dove? E come risolvere la paralisi della mobilità?

Il nostro territorio sarà al centro dell’attenzione della puntata di Piazza elezioni in onda stasera, martedì 3 marzo dalle 20.45 alle 22, su TeleTicino.

E per discutere di territorio in studio ci sarà il principale protagonista delle mosse politiche, alcune realizzate, altre rimaste su carta, degli ultimi 15 mesi. Il consigliere di Stato Claudio Zali, indubbiamente il politico che ha fatto più discutere nella lunga fase di pre-campagna in vista della volata finale verso il 19 aprile. Dire territorio significa togliere il coperchio ad una pentola in ebollizione.

A togliere questo coperchio, lanciando nell’arena politica di Piazza i temi più caldi, sarà Gianni Righinetti, che stimolerà i compagni di corsa al Governo di Zali, ovvero Christian Vitta (PLR) ed Henrik Bang (PS), ma anche ad altri tre candidati al Gran Consiglio, Giovanni Berardi (PPD), Alain Bühler (La Destra) ed Elisabetta Gianella (I Verdi).

Il Ticino è sotto assedio, stretto nella morsa del traffico, colonne, intasamenti e basta anche un tamponamento a mandare tutto in tilt. Da qualche anno, poi, le colonne non fanno solo rima con Malcantone o con la strada del Piano di Magadino che porta a Locarno, ma anche in autostrada di viaggia a passo d’uomo: la mattina tra Mendrisio e Lugano e la sera nelle direzione opposta.

Cosa fare? Cancellare i posteggi abusivi creati negli ultimi anni, sarebbero circa 10.000 sarà sufficiente o è solo un’illusione? E che fine ha fatto la tassa sui grandi generatori di traffico che il Parlamento ha bocciato e che Zali aveva promesso di rilanciare immediatamente? Ma in Ticino c’è anche un problema edificatorio: alcuni comparti sono stati occupati in maniera disordinata, come il Pian Scairolo e la Zona di San Martino a Mendrisio. È vero che sono state «svendute» grandi porzioni di territorio sull’altare di un presunto profitto? L’irreparabile è compiuto o è ancora possibile correggere la rotta? E se alla fine tutte queste mosse nascondessero la volontà di fare cassetta per un Cantone che quest’anno vedrà il debito pubblico sfondare quota due miliardi?

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