
"Hanno inondato il Locarnese di cocaina". Il procuratore pubblico Arturo Garzoni non ha esitato a definirlo un supermercato della droga quello messo in piedi da due giovani sposini, lei 23 anni spagnola, lui 33enne domenicano. Oggi i due, comparsi di fronte alla corte delle Assise Criminali presieduta dalla giudice Rosa Item, hanno dovuto rispondere di infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti e riciclaggio di denaro.
Secondo la pubblica accusa, tra marzo 2012 e giugno 2013, la coppia avrebbero acquistato, confezionato e rivenduto 1 chilo e 600 grammi di cocaina per un guadagno stimato complessivo di 40mila franchi. Una cocaina di qualità con una purezza sul 20-25%. Veniva acquistata da una fantomatica Wendi, suddivisa in dosi e rivenduta a 80 franchi il grammo. Per i clienti che telefonavano, un grammo veniva chiamato in codice "un pezzo di pane".
Più che il quantitativo, per il procuratore pubblico Arturo Garzoni la gravità del reato sta nel fatto che i due abbiano rifornito direttamente e a più riprese almeno una quarantina di tossicodipendenti del locarnese, proprio come un supermercato di fiducia. Della droga però.
Lui ha ammesso i fatti ma non i quantitativi, mentre lei nega. Toccherà ora alla corte stabilire fino a che punto la donna sapesse degli affari del marito.
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