
Non si sono fatte attendere le reazioni alla mozione inoltrata due giorni fa dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) al Consiglio federale, con la quale si chiede di presentare al Parlamento un disegno di legge affinché Consiglieri federali, membri dell’Assemblea federale e funzionari federali che hanno rapporti con l’estero non possano disporre di ulteriori nazionalità oltre a quella Svizzera (vedi articolo suggerito).
Il Blick ha intervistato due parlamentari in possesso della doppia nazionalità svizzera e italiana: il consigliere nazionale zurighese Alfred Heer (UDC) e il consigliere nazionale argoviese Cédric Wermuth (PS).
“Certe proposte non sono nient’altro che un’esagerazione. Posso capire se si trattasse di passaporti di stati totalitari. Qui non siamo in Australia”.
“È un’idiozia – ha commentato Wermuth – In questo modo si rischia di tagliar fuori dalla democrazia più di un milione di persone”.
“La doppia nazionalità viene limitata principalmente da stati totalitari, come ad esempio la Turchia – ha concluso – Io ho giurato fedeltà alla Costituzione svizzera”.
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