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Un sindaco straniero in Ticino? "Aiuterebbe l'integrazione"
Un sindaco straniero in Ticino? "Aiuterebbe l'integrazione"
Un sindaco straniero in Ticino? "Aiuterebbe l'integrazione"
Redazione
10 anni fa
A Neuchâtel si vota sull'eleggibilità degli stranieri a livello cantonale. Una proposta che piace anche al "nostro" PS

La proposta di eleggibilità degli stranieri in seno alle autorità cantonali di Neuchâtel nasce in seguito a una proposta della sinistra cantonale nel 2015 e potrebbe presto diventare realtà. Nel Cantone gli stranieri godono già del diritto di voto e della possibilità di candidarsi nei Comuni, e il PS neocastellano conta di estendere l'eleggibilità anche al Governo e al Parlamento cantonale.

Il Gran consiglio neocastellano aveva dato il via libera all'eleggibilità degli stranieri in seno alle autorità cantonali lo scorso 21 giugno: i deputati avevano approvato - con 57 voti contro 46 - il decreto che modifica la Costituzione cantonale garantendo il diritto di eleggibilità ai titolari di un permesso C residenti da almeno cinque anni nel Canton Neuchâtel. A settembre l’ultima parola spetterà al popolo.

L’idea non è però nuova alle nostre latitudini: come ribadito in un’intervista rilasciata ieri a “il Caffè” dalla deputata in Gran consiglio Pelin Kandemir Bordoli, il Partito socialista aveva sollevato la questione del diritto di voto e dell’eleggibilità degli stranieri a livello comunale davanti al Parlamento già un paio di volte, la prima nel 2009 e la seconda nel 2012.

Senza risultati concreti: “Purtroppo, c’è stata una forte resistenza e le nostre proposte sono state bocciate. Si trattava di concedere il diritto di voto ed eleggibilità solo a livello comunale, ciò nonostante non sono passate”.

Eppure per Kandemir Bordoli la strada da percorrere è questa: “Fino a quando gli stranieri rimangono un numero astratto restano un problema. Ma se tramite iniziative e incontri, anche partite di calcio, entrano in contatto con la popolazione locale, se si vedono, diventano persone. Tutto cambia – ha spiegato - Ritengo che possa essere un ulteriore passo per l’integrazione. Va ricordato che il Canton Neuchâtel ha una lunga e positiva tradizione per il diritto di voto agli stranieri”.

In Ticino, come detto, le proposte in tal senso giunte dal PS sono state bocciate ma “nei prossimi anni sarà importante riprendere il discorso, magari iniziando con dei progetti concreti coinvolgendo gli stranieri in commissioni consultive, in associazioni locali, comunali…”, si auspica l’ex Capogruppo socialista in Gran consiglio.

“In futuro rivaluteremo questa questione, immaginando, studiando, elaborando delle proposte a un livello più basso, più vicino alla popolazione”.

Magari con un progetto a lungo termine, passando prima da un coinvolgimento nella politica per poi arrivare al diritto di voto. “Un’idea di integrazione da tentare”, conferma la deputata.

Per Kandemir Bordoli ci sono diverse persone “attive in tutti i settori della società, gente che lavora spesso con funzioni di responsabilità assieme nelle associazioni di volontariato, ma che non hanno ancora il diritto di voto”. Diritto che a livello comunale esiste nei Grigioni e a Basilea Campagna, ma non in Ticino.

"Il Ticino è forse più xenofobo?", è l’inevitabile domanda rivolta alla deputata PS. “In Ticino si fa più fatica a far passare questi concetti, perché prevale l’idea che se uno vuole contare a livello politico si può naturalizzare, salvo poi avere delle regole per la naturalizzazione non proprio semplici”.

“Io penso che se si vuole andare verso una maggior integrazione occorre tentare il coinvolgimento degli stranieri residenti attraverso progetti sperimentali, garantendo ai Comuni la possibilità di concedere il diritto di voto. Stiamo parlando di cittadini che lavorano qui e che qui pagano le imposte. Insomma, almeno nelle realtà comunali gli stranieri potrebbero essere coinvolti maggiormente nelle decisioni”.

Dichiarazioni che faranno sicuramente discutere, anche perché in passato le proposte del PS in questo senso (oppure sul tema delle naturalizzazioni) erano state aspramente criticate in quanto ritenute strategemmi per ottenere un tornaconto elettorale (vedi articolo correlato).

In particolare considerando che - come confermato dalla stessa Kandemir Bordoli - gli stranieri residenti nel nostro cantone sono circa il 26% popolazione.

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