
“Vogliamo dare un segnale inequivocabile contro ogni forma di punizione corporale, confermando di essere un Cantone estremamente sensibile al tema dei diritti del bambino”. Così il direttore del Dss Raffaele De Rosa, raggiunto da Ticinonews, giustifica la lettera del Governo trasmessa all’attenzione del Consiglio federale, nella quale si chiede alla Svizzera di rendere fuori legge sberle e sculacciate.
L’Appello di Berna
Nello specifico, il Consiglio di Stato ticinese, dando peraltro seguito a una decisione in tal senso del Gran Consiglio, chiede alla Confederazione di aderire all’“Appello di Berna”. Questo testo, uscito da una conferenza internazionale sul tema del 2018, è un invito ufficiale alle autorità e alla società civile a proibire queste pratiche.
Ticino “attento al tema”
A livello svizzero, il Canton Ticino si vuole pioniere nell’ambito della protezione dei diritti dell’infanzia. “Stiamo facendo molto in questo ambito”, conferma De Rosa. “A inizio legislatura, il Consiglio di Stato ha proposto anche un nuovo programma cantonale di promozione dei diritti del bambino, che prevede il sostegno a progetti concreti. Fra questi, abbiamo contribuito a lanciare ‘Sportinforma’, che lavora sulla prevenzione della violenza giovanile”.
Svizzera fra gli ultimi in Europa
Gli Stati europei che permettono ancora le punizioni corporali sui bambini sono oggi una minoranza. In Europa occidentale, oltre alla Svizzera, sberle e sculacciate sono permesse solo in Italia, Belgio, Inghilterra, Irlanda del Nord e Principato di Monaco.
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