
Non c’è alcuna necessità di verificare se di quell’sms - inviato lo scorso 16 gennaio dal presidente dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc), Paolo Sanvido, al co-primario del Cardiocentro Giovanni Pedrazzini - non c’è assolutamente alcuna necessità di sapere se il Consiglio di amministrazione dell’Ente ne fosse a conoscenza. Lo ha stabilito l’altro giorno, l’8 marzo, il procuratore generale Andrea Pagani. Il magistrato ha così respinto le richieste di ulteriori approfondimenti avanzate dal Cardiocentro.
La struttura sanitaria aveva infatti segnalato alla procura quell’sms (una sorta di offerta di lavoro ai vertici della cardiologia dell’Eoc) per accertarne eventuali conseguenze penali. Ma non solo. Una volta conosciute le intenzioni del procuratore, cioè la decisione di un decreto di abbandono, il Cardiocentro ha chiesto ulteriori approfondimenti ai quali appunto il procuratore Pagani ha detto no.
Valutando le modalità di nomina all’interno dell’Ente ospedaliero, valutando anche un secondo sms inviato da Paolo Sanvido a Pedrazzini sempre lo scorso 16 gennaio, quasi immediatamente dopo il "messaggino" incriminato, il procuratore generale ha deciso di mettere la parola fine a questo incidente che, di fatto, non fa altro che riscaldare inutilmente i rapporti fra Ente e Cardio ed allungare i tempi di un dialogo che deve assolutamente riprendere.
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