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Politica
Un salario minimo sociale di 4'085 al mese, pronto il rapporto della sinistra
Redazione
13 ore fa
Socialisti e Verdi presentano alla Commissione Gestione e finanze anche l'impatto dell'iniziativa popolare: ne beneficerebbero circa 8'600 residenti e 16'100 frontalieri. Plr e Udc si sono già dichiarati contrari al principio. Si andrà in aula a febbraio.

La sinistra lo ha ribadito all'indirizzo della Gestione con il proprio rapporto: il salario minimo sociale è quello che basta per vivere in Ticino senza ricorrere ad aiuti a carico della collettività. Ciò che, spiegano i co-relatori Durisch e Bourgoin, il salario minimo legale tra 20 e 20 franchi e 50, attualmente in vigore, non permette di fare. Seguendo gli esempi di altri Cantoni, sul tavolo sono dunque stati messi diversi parametri che considerano affitto, cassa malati, spese professionali e fabbisogno delle prestazioni complementari. Si arriva così a 22 e 50 all’ora, vale a dire 4'085 lordi per 12 mensilità.

A beneficio di oltre 8'600 residente e di 16'000 frontalieri

"Esistono contratti collettivi di 3'400 franchi lordi al mese. Sono salari con cui non si riesce a vivere in Ticino e pensati unicamente per i frontalieri", argomenta il presidente della Gestione e primo firmatario dell'iniziativa popolare Fabrizio Sirica. "Per noi non è un problema se i frontalieri vengono a lavorare in Ticino, ma lo diventa se lo fanno a delle condizioni che i residenti non possono accettare". Proprio a tal proposito, la somma calcolata andrebbe a beneficio di 8'654 residenti e di 16'111 frontalieri, del secondario ma soprattutto del terziario. Continua Sirica: "Ciò significa che attualmente in Ticino ci sono oltre 8'500 persone che sono working poor e questo non è accettabile". Secondo la sinistra, inoltre, nel medio termine i posti occupati dai frontalieri potrebbero di nuovo passare a residenti.

In aula a febbraio, Plr e Udc contrari

Il tema approderà in Gran Consiglio nella sessione di febbraio e divide la Gestione. Plr e Udc hanno già annunciato un rapporto contrario al principio, Centro e Lega devono ancora esprimersi. Proprio Sirica, nei giorni scorsi aveva parlato di "piano segreto" per ritardare il voto popolare. Accuse rispedite tutte al mittente. Si potrebbe replicare: un tentativo della sinistra per fare campagna? "Ci sono dei termini legali che scadevano nell’aprile del 2024, su questo non ci deve essere nessuna discussione. Si è in ritardo, non si deve accumulare ritardo", taglia corto il co-presidente socialista.