
Il sindacato Unia Ticino sottolinea l'urgenza di introdurre un salario minimo dignitoso nel Cantone per combattere la crescente povertà e le distorsioni che investono il mercato del lavoro. Se il Governo e il Gran Consiglio, nell'ambito dell'attuazione dell'iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” approvata due anni fa, dovessero optare per una soluzione minimalista, il sindacato annuncia che promuoverà il referendum e lancerà una nuova iniziativa popolare.
"Purtroppo, nonostante la recente sentenza del Tribunale federale che ha confermato la legittimità di un salario minimo cantonale unico come strumento di politica sociale, il governo ticinese sembra voler prendere tempo" sottolinea il sindacato in una nota. "Il nostro Cantone si trova ormai da anni stretto nella morsa del dumping salariale e si sta pericolosamente trasformando in una sorta di zona franca per imprenditori senza scrupoli, sempre più scollegata dal resto della Confederazione. Di qui l'urgenza di un intervento che finalmente fissi un salario minimo legale di almeno 21 franchi all'ora".
Il sindacato cita poi un'inchiesta pubblicata oggi dal quindicinale di critica sociale e del lavoro Area, nel quale si evidenzia che sarebbero 14mila i lavoratori toccati dall’introduzione di un salario minimo cantonale in Ticino, cinque volte in più del Cantone Neuchâtel (3000 lavoratori). "L'impatto sarebbe notevole" commenta Unia. "Sono migliaia le persone che ne beneficerebbero. A dimostrazione della gravità del problema salariale in Ticino, con un minimo legale di 20 franchi quasi 15 mila lavoratori (di cui il 66 per cento donne) otterrebbero un aumento e con 21 franchi più di 20 mila persone, impiegate prevalentemente nell'ambito delle attività manifatturiere, amministrative e del commercio".
Unia sottolinea che seguirà con grande attenzione il dibattito che si svilupperà nei prossimi mesi e già sin d'ora si prepara - insieme ai Verdi, al Partito socialista e a tutte le forze politiche, sindacali e sociali che lo vorranno - a promuovere il referendum nel caso in cui dal Parlamento dovesse uscire una "soluzione indecente" ed a lanciare contemporaneamente un'iniziativa popolare che preveda un salario minimo dignitoso.
"È ormai tempo di una svolta radicale in materia di politica economica" conclude il sindacato. "Una svolta che migliori le condizioni salariali di migliaia di persone, ponga un argine al fenomeno della sostituzione della manodopera residente e allontani dalla piazza imprenditori parassiti di cui la nostra economia non ha certamente bisogno".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

