
Ci è voluto l'intervento di un robottino giunto appositamente da Zurigo per appurare che quello rinvenuto ieri sera sul lungo lago di Locarno non era un vero ordigno, ma semplicemente una custodia bianca contenente una macchina da cucire. L'allarme è scattato attorno alle 20.00 quando un passante ha notato una borsa sospetta abbandonata sul marciapiede di via Stefano Ballerini, proprio di fronte al tennis. Una segnalazione che ha fatto scattare immediatamente il dispositivo della polizia.
Per primi, sul posto, sono giunti agenti della cantonale insieme agli uomini della comunale di Locarno che hanno isolato il perimetro. Poi sono arrivati gli artificieri che hanno richiesto l'intervento dei colleghi di Zurigo, arrivati sulle rive del Verbano attorno alle 23.30. Una prima in Ticino, spiega oggi la polizia cantonale ai microfoni di TeleTicino. La procedura è infatti frutto di una nuova collaborazione tra i due corpi entrata in vigore con il nuovo anno. D'ora in poi si procederà quindi con questa nuova prassi. Collaborazione grazie alla quale è giunto a sud delle Alpi questo speciale robot in grado di neutralizzare eventuali ordigni con il quale è stata fatta brillare la borsa sospetta risultata essere, come detto, una macchina da cucire.
Dopo quattro ore di suspence, è stato quindi possibile accertare che si trattava di un falso allarme. Poco prima dell'una di notte la strada è stata riaperta al traffico.
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