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Il processo
“Un ritardo mentale e un disturbo psicotico: è la tempesta perfetta"
Immagine Rescue Media
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Filippo Suessli
4 anni fa
Il primo perito della corte ha deposto al processo per l’accoltellamento della Manor di Lugano: “C'è il rischio che compia altri reati"

“L’imputata ha un ritardo mentale lieve a cui è sovrapposto un disturbo psicotico: la combinazione dà una tempesta perfetta. Il trattamento è difficile e la terapia più complicata”. Lo psichiatra Carlo Calanchini, perito della Corte nell’ambito del processo per la donna che il 24 novembre del 2020 ha accoltellato due donne nel reparto casalinghi della Manor di Lugano, descrive così lo sviluppo mentale dell’imputata.

Il quoziente intellettivo

La 29enne, a cui sono stati presto diagnosticati problemi di apprendimento, si è sottoposta più volte nella vita a test del quoziente intellettivo, con risultati altalenanti che vanno dai 67 ai 90 punti. L’ultimo, svolto proprio da Calanchini, ha dato un risultato di 75. Il limite del ritardo mentale è di 69. Per questi motivi lo psichiatra ha diagnosticato un “livello intellettivo limite, dal punto di vista clinico un ritardo mentale lieve”.

Un disturbo simile alla schizofrenia

“Sicuramente il disturbo di cui soffre è simile alla schizofrenia”, ha spiegato Calanchini. Ma per una diagnosi clinica di schizofrenia è necessario che i sintomi, allucinazioni e simili, si presentino per almeno sei mesi, mentre al momento della perizia, la donna non mostrava un arco di tempo così lungo. In ogni caso, secondo Calanchini, i disturbi della donna risalgono a parecchio tempo prima dell’attacco alla Manor: “Il ritardo mentale esiste di sicuro fin dall’infanzia, la turba psicotica è stata diagnosticata al più tardi nel 2017”.

"Dello Stato islamico non sa quasi nulla"

Allo psichiatra, poi, la difesa ha chiesto quanto fosse in grado di capire la sua adesione allo Stato islamico. “Si è calata in uno scenario di cui conosce pochissimo”, ha risposto Calanchini, “per lei questo scenario è in gran parte fantastico. Sa meno di quello che può sapere qualunque persona che si limiti semplicemente a leggere un quotidiano”.

Scemata imputabilità di grado medio

La perizia del dottor Calanchini, quindi, rileva una scemata imputabilità di grado medio. Il reato, però, non è la conseguenza diretta, ha spiegato lo psichiatra, del disturbo psicotico. Esiste comunque il fondato pericolo, si legge ancora, che l’imputata commetta ancora dei reati. Le due perizie, domani verrà sentita la dottoressa Alessandra Canuto, divergono di poco sul grado di rischio di recidiva: medio per Calanchini, medio-alto per Canuto.

Un trattamento in una struttura chiusa

Il dottor Calanchini ritiene che l’imputata debba essere trattata in una struttura chiusa, ma non si spinge a proporre una durata, anche perché il ritardo mentale non è curabile e al momento sulla schizofrenia il trattamento farmacologico sta agendo in maniera marginale. “L’orizzonte temporale si fa parecchio largo. A tempo indeterminato si dovrà rivalutare e vedere se vi sono dei miglioramenti degni di tale nome”. Ma dove? “La struttura ideale non vi è da nessuna parte, ma integrando un impegno lavorativo adeguato penso che anche il penitenziario cantonale possa essere adeguato”, ha detto il medico.