
Ha riscosso un ottimo successo l’incontro informativo, organizzato martedì a Bellinzona dal Dipartimento del territorio, in collaborazione con il Club Alpino Svizzero (CAS) - Sezione Ticino e la Federazione Alpinistica Ticinese (FAT), intitolato “Territorio e montagne pulite”. Sono stati, infatti, una settantina i partecipanti alla serata moderata dal collaboratore dell’Ufficio rifiuti e siti inquinati del DT, Loris Palà. A fare gli onori di casa, il Consigliere di Stato e direttore del Territorio Claudio Zali che ha ringraziato “chi con passione e costanza s’impegna per promuovere l’escursionismo: un’attività che ha molte sfaccettature quali la promozione dell’attività fisica, la salvaguardia e la valorizzazione delle regioni di montagna nonché la sensibilizzazione sulle componenti del nostro territorio e delle nostre tradizioni.” L’incontro si è aperto con l’intervento dei rappresentanti degli attori attivi sul territorio: il Presidente della FAT Giorgio Matasci ed il Presidente del CAS - Sezione Ticino Giovanni Galli.
Zali: “Ticino, un patrimonio da scoprire attraverso i suoi sentieri escursionistici”
“Il nostro Cantone è caratterizzato da un paesaggio ricco e variegato: un patrimonio unico nel suo genere.” – ha commentato a margine dell’incontro il direttore del Territorio, aggiungendo che “la fitta rete di sentieri escursionistici presente in Ticino permette di fare belle passeggiate anche ad alta quota e spesso di raggiungere capanne o rifugi costruiti con tanta passione e sacrificio e che con altrettanto impegno sono oggi ristrutturati, custoditi e gestiti in buona parte dalle società alpinistiche. Sono numerosi i volontari delle società e associazioni che contribuiscono alla conservazione di un territorio e alla promozione della sua fruibilità, a favore di tutti i cittadini.”
Il progetto pilota “Montagne pulite”
Come ha ricordato il coordinatore del Progetto Montagne pulite Marcello Martinoni, “i frequentatori delle Alpi cambiano, la montagna è una meta turistica sempre più battuta e, di conseguenza, potenzialmente soggetta a comportamenti poco rispettosi nei confronti di un ambiente per sua natura delicato che da sempre la nostra società preserva e tutela.” Malgrado il buon lavoro svolto in passato, diversi segnali provenienti dagli ambienti interessati hanno indotto il Dipartimento del territorio ad attivarsi per contrastare questa tendenza, affidandosi alla competenza di alcuni responsabili di capanne alpine che hanno risposto positivamente all’iniziativa Montagne pulite. Attraverso questo progetto pilota, che ha preso avvio ai primi d’agosto del 2015, s’intende anzitutto valorizzare il lavoro svolto dalle associazioni alpinistiche. Promosso dalla Divisione dell’ambiente del DT e coordinato da Consultati SA, Montagne pulite mira ad incoraggiare una gestione sostenibile delle capanne alpine sul territorio ticinese, sensibilizzare gli ospiti e favorire lo scambio di buone pratiche tra i gestori, coinvolgendo custodi e proprietari di capanne per identificare le maggiori problematiche legate alla gestione dei rifiuti e delle acque di scolo in quota.
Sei capanne coinvolte
Il progetto pilota, che si avvale del sostegno dell’Azienda Cantonale dei rifiuti (ACR), ha preso avvio con il coinvolgimento di sei capanne ticinesi: Albagno, Campo Tencia, Cristallina, Monte Tamaro, Pairolo e Soveltra. Esso si inserisce in uno studio più ampio sulle capanne alpine e i rifugi ticinesi, promosso nel luglio del 2014 dall’Ufficio per lo sviluppo economico del Dipartimento delle finanze e dell’economia e assegnato all’Ente regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia.
Operare in modo ecologico ed economico
Il progetto Montagne pulite è entrato ora nella sua seconda fase, nella quale si propongono soluzioni mirate che permettano ai capannari di operare in modo ecologico ed economico. Ed è in questa direzione che si sono orientati gli interventi di alcuni funzionari del DT: Daniele Zulliger, Capo Ufficio rifiuti e siti inquinati ha illustrato ai presenti il problema del littering (rifiuti gettati e abbandonati nelle aree pubbliche e private), Mauro Togni, collaboratore scientifico dell’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo, ha toccato il tema della pulizia (bio) degradabile delle capanne, mentre Mauro Veronesi, Capo Ufficio della protezione delle acque e dell’approvvigionamento idrico, si è soffermato sull’aspetto dello smaltimento delle acque nelle zone discoste.
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