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Ticino
"Un ricco dibattito e un No convinto, per la qualità del giornalismo"
"Un ricco dibattito e un No convinto, per la qualità del giornalismo"
"Un ricco dibattito e un No convinto, per la qualità del giornalismo"
Redazione
9 anni fa
L'Associazione ticinese dei giornalisti invita a respingere l'Iniziativa No Billag. "La RSI è un valore insostituibile"

Riceviamo e pubblichiamo un comnicato stampa dell'Associazione ticinese dei giornalisti (ATG) in merito all'iniziativa No Billag: 

"Il lungo dibattito sull’iniziativa No Billag che ha animato i giornali e i media ticinesi non è stato un esercizio estenuante e scontato come qualcuno pretende. Anzi, ci sembra che il confronto di idee e di visioni sia stato utile al Paese per comprendere (o ricomprendere) il valore che dal punto di vista economico, politico e culturale riveste un’azienda come la RSI. Un valore insostituibile, visto che nessuna delle soluzioni alternative a cui si è accennato in queste settimane potrebbe anche solo minimamente compensare la perdita che la chiusura della filiale SSR nella Svizzera Italiana rappresenterebbe per il Ticino e il Grigioni Italiano.

Un’azienda che globalmente genera il 5 % del Prodotto interno lordo cantonale è una ricchezza enorme per il Ticino. Cosi come il suo apporto alla vita civile e culturale, tanto con produzioni proprie, quanto con partecipazioni e sostegno di iniziative culturali pubbliche e private di ogni tipo. Le critiche emerse durante il lungo confronto di queste settimane devono servire a migliorare il servizio, non ad abolirlo come significherebbe l’accettazione dell’iniziativa.

L’Associazione Ticinese dei Giornalisti, che raccoglie professionisti di tutti i media, vuole sottolineare soprattutto l’apporto della RSI alla qualità del giornalismo. Con le sue molte rubriche radiofoniche, televisive e la presenza in rete, la RSI contribuisce in modo importante alla varietà e al pluralismo dell’informazione, tanto più che il sistema è aperto alla critica e alla messa in discussione attraverso i molti strumenti di dialogo con la società e la possibilità di ricorso contro violazioni del mandato di servizio pubblico. Il dibattito di queste settimane sarà prezioso in futuro per l’azienda, per migliorare e rendere ancora più trasparente il proprio lavoro.

Da tempo il mondo dell’informazione è scosso da cambiamenti tecnologici fondamentali i cui esiti sono ancora incerti. Mentre l’attenzione nei confronti dei media è spesso motivata da interessi politici o economici, i cui centri decisionali sono molto lontani. In questo contesto l’accettazione della iniziativa NO Billag nuocerebbe al giornalismo ticinese inteso come un sistema informativo variegato e complesso. Lasciare alle incertezze del mercato una fetta importante delle risorse che alimentano questo ecosistema equivarrebbe a metterlo in pericolo. Non è una questione di quanti o quali imprese mediatiche esisteranno, ma di quello che riusciranno a creare per informare i cittadini e farli riflettere sul tempo in cui vivono.

Anche nel mercato dell’informazione una azienda che produce contenuti di qualità spingerà le altre, in una logica di concorrenza, ad alzare i loro standard, mentre il contrario porterebbe a un livellamento verso il basso. Occorre quindi alimentare un circolo virtuoso, non vizioso. In un periodo di forti trasformazioni economiche e sociali, il Ticino non può permettersi di togliere risorse al giornalismo. È chiamato invece a darne, nell'interesse di tutti.

Per tutti questi motivi, invitiamo a votare No all’iniziativa No Billag".

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