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Ticino
Un restauro che valorizza 800 anni di arte e storia
Daniele Coroneo
5 anni fa
Con una Messa celebrata dal vescovo Lazzeri, domenica 10 ottobre riapre dopo i restauri la parrocchiale di Ligornetto

Dopo 524 lunghi giorni di restauro, domenica 10 ottobre i ligornettesi potranno nuovamente mettere piede nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo. La riapertura del pregevole edificio settecentesco, fresco di restauri, prevede una Messa presieduta dal vescovo Lazzeri con dedicazione del nuovo altare, opera dell’artista Milo Cleis. Nel pomeriggio la celebrazione dei Vespri e un concerto d’organo alle 17.

Ultimi restauri quasi sessant’anni fa
I lavori di restauro della chiesa – bene culturale di interesse cantonale – sono stati diretti dallo studio Atelier PeR Oliviero Piffaretti e Carlo Romano architetti, e sono stati realizzati in collaborazione e sotto la supervisione dell’Ufficio cantonale dei beni culturali e della Commissione diocesana di arte sacra. Era dal restauro del 1964, diretto da Lino Caldelari, che la chiesa non veniva risistemata.

Immagine © Sabrina Montiglia
Immagine © Sabrina Montiglia

Arredi contemporanei e tele e affreschi settecenteschi sotto lo stesso tetto
Fra le opere d’arte interessate dalla recente “rinfrescata” spiccano le tre grandi tele dietro all’altare, dipinte da Giovanni Battista Innocenzo Colomba e dedicate alla vita di San Lorenzo, a cui la chiesa è dedicata. Il restauro ha pure permesso di mettere in luce dettagli pittorici di cui non si era a conoscenza. Anche lo spettacolare affresco illusionistico della cupola, realizzato da Cipriano Pelli di Aranno nel 1777, è stato rivalorizzato. Il restauro ha toccato anche l’organo e le campane. Il nuovo arredo liturgico in pietra di Saltrio è invece stato realizzato dall’artista ligornettese Milo Cleis.

Immagine © Sabrina Montiglia
Immagine © Sabrina Montiglia

Tardobarocca
Documentata sin dal 1209, la chiesa di Ligornetto ha subìto una profonda trasformazione nel XVIII secolo, con i lavori (1735-1741) diretti da Giuseppe Caresana di Cureglia, che hanno dato all’interno del monumento l’aspetto tardobarocco che ha tuttora.

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